Data: 11/09/2010
«Dopo questa sera ognuno si deve rimboccare le maniche un po' di più per il Pdl perché nei momenti difficili si vede chi ha la passione per le idee e chi invece considera il partito come un taxi». Ha ruotato tutto intorno alla passione per la politica l'intervento dell'onorevole Tommaso Foti, coordinatore provinciale del Pdl, che ieri pomeriggio ha chiuso il meeting ai giardini Haway di Podenzano. Un appuntamento da lui fortemente voluto anche per dare, a caldo, una risposta a quello che, così ha spiegato, si immaginava che sarebbe stata la linea della festa di Mirabello.
«Conoscendo i miei polli sapevo che quella vicenda sarebbe finita amaramente», ha considerato riferendosi a Gianfranco Fini che domenica scorsa alla festa Tricolore ha intonato il de profundis per il partito di cui è stato co-fondatore. Ma a quel «il Pdl non c'è più» pronunciato dal presidente della Camera, intendeva fare da esplicito contraltare il bandierone tricolore che ieri campeggiava ai giardini Haway con sopra scritto: "Il Pdl è vivo". «Questa folla è la dimostrazione che è un popolo vivo, che lotta, che vuole andare avanti», ha scaldato Foti la platea rivolgendo dure parole al suo ex leader: «E' di pessimo gusto che chi ha partecipato alla fondazione di un partito politico, il più grande partito italiano, si alzi una mattina e ne decreti la morte». E ancora, in riferimento alla carica di presidente di Montecitorio: «Chi esce da un partito che lo ha espresso deve trarne le logiche conseguenze, io mi sarei dimesso non solo da coordinatore provinciale del Pdl ma anche da deputato perché se si cambia percorso politico è giusto ripartire da zero».
La passione, si diceva: «E' nel comunitarismo il cemento del Pdl, nemmeno c'è bisogno di ribadire che stiamo tra la gente» (come nel suo intervento aveva sottolineato il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, ma anche altri degli amministratori che hanno parlato, dagli assessori provinciali Patrizia Barbieri e Sergio Bursi al sindaco di Caorso Fabio Callori, dal consigliere regionale Andrea Pollastri, che ha moderato il dibattito, ai consiglieri provinciali Antonino Coppolino e Filippo Bertolini), «perché noi siamo la gente, siamo il Popolo della libertà come abbiamo scelto di chiamarci».
Evitare il letale errore delle correnti, ha ammonito Foti. Convergere su un progetto politico insieme agli alleati del centrodestra per «lanciare da qui la sfida per la riconquista di Palazzo Mercanti», ha indicato insieme a Trespidi che nel suo intervento ha messo l'enfasi sul modello di welfare che il Pdl deve propugnare. Un modello all'insegna della sussidiarietà, dove lo Stato si ritira quando c'è nella società chi può efficacemente sostituirlo.
E a tale proposito il presidente della Provincia ha citato il premier inglese David Cameron: «I cittadini smettano di chiedere aiuto allo Stato, si sentano invece liberi di aiutare se stessi e la comunità». Che assomiglia tanto al kennediano "non chiederti che cosa lo Stato può fare per te, ma che cosa tu puoi fare per lo Stato" citato in questi giorni dal sindaco Reggi come regola virtuosa oggi da seguire.
A margine del meeting, Foti ha informato che da ottobre dovrebbe verosimilmente partire la scuola di formazione del Pdl provinciale volta a creare la nuova classe dirigente del partito.
gu. ro.
