Camera

Foti: la sinistra si guardi in casa

Data: 23/10/2010

(elma) Tra piazza Cavalli e corso Garibaldi ci sono a occhio e croce 200 metri. Non è una nozione di urbanistica ma il pretesto dell'onorevole Tommaso Foti del Pdl per dire chiaro e tondo al Pd di guardare in casa sua. Con tre casi, snocciolati ieri con l'occasione di una conferenza stampa sul dissesto idrogeologico (di cui riferiamo sotto): quello del sindaco di Travo Lodovico Albasi, quello del comandante dei vigili urbani Elsa Boemi e quello dell'ex segretario provinciale del Pd, Paolo Botti.
Per il primo «non guasterebbe se si esercitasse la facoltà dell'azione popolare data l'illegalità della situazione che il Pd continua a coprire solo perché a qualcuno, sindaco compreso, forse non piace il primo dei non eletti in consiglio comunale», con riferimento quindi a Luigi Ronda. Sulla Boemi «è stato proposto il rinvio a giudizio e viene difesa a spada tratta dal sindaco Reggi del Pd» continua Foti, concludendo con un riferimento a Botti: «Abbiamo letto le vicende sui giornali e non abbiamo detto una parola. Maloberti non è accusato di aver utilizzato soldi pubblici per pagare le cene agli amici di partito. Non so cos'ha fatto ma non c'entrava niente con la Provincia, oggettivamente la materia del contendere non è chiara. Sappiamo davvero di cosa stiamo parlando? Chiediamo le dimissioni? E se domani è innocente cosa facciamo? Non si può più tornare indietro, l'opposizione monta solo a seconda dei casi, prima quello dell'assessore Pierpaolo Gallini poi Allegri e ora questo». Sì, va bene, ma se l'onorevole fosse al posto di Maloberti cosa farebbe? «Io personalmente, e non intendo il Pdl ma parlo a titolo personale, se avessi un problema vorrei avere le mani libere per difendermi senza avere il senso di responsabilità dell'incarico pubblico». Cioè si dimetterebbe.

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