Camera

Foti: «Piacenza si conferma come una città
di centrodestra». In 2.000 firmano pro governo

Data: 13/12/2010

piacenza - La partita è apertissima in vista del voto di fiducia di domani, il pressing sugli indecisi c'è tutto ma l'onorevole di casa Pdl, Tommaso Foti, non ha dubbi: «Piacenza si conferma pienamente come una città di centrodestra». Lancia anche una sfida: «Sconsiglierei a chi martedì (quindi domani, ndc) ha intenzione di esprimere voto contrario, di calcolare bene quanti voti potrà avere nelle urne perché saranno meno dello scorso appuntamento elettorale».
Il guanto della sfida è lanciato. In mano, più che un guanto, tra i volantini distribuiti ieri nel centro città, la carta che canta: circa 2mila piacentini hanno confermato il loro sì al governo Berlusconi, al termine della raccolta di firme nei banchetti allestiti in via XX Settembre e a barriera Genova. Dieci ore e la pioggia di duemila firme. Il "capitano" Foti e il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, hanno risalito corso Vittorio Emanuele alle 18, saltando da un banchetto all'altro. Prima del loro arrivo alla fine del Facsall per il bilancio conclusivo della giornata un vociare di commenti tra i firmatari dell'iniziativa targata Pdl. Una volta tanto, tra la gente e i passanti, non si parla tanto della sinistra quanto di un Gianfranco Fini che proprio non va giù. Il termine "traditore" ritorna a ritmo sostenuto. Poi arrivano onorevole e presidente ed è ora di capire se l'ottimismo sia un profumo o qualcosa di più. Niente scalfisce i big del partito, fortificati dalle 2mila adesioni locali. «Ottimo risultato - ha commentato il coordinatore provinciale Foti - se consideriamo anche il fatto che non è una giornata primaverile. Abbiamo avuto la conferma di un grande consenso nei confronti del governo».
Non manca una frecciata a chi sabato ha gridato al Cavaliere "Vergogna" in piazza San Giovanni: «Il discorso del leader Pd Pierluigi Bersani mi è sembrato adatto a una bocciofila. Chiacchiere tra amici al bar. Chi sostiene che il governo debba andare a casa non è in sintonia con l'opinione pubblica - prosegue il deputato - è stata l'unica discesa in piazza in cui non s'è detto che c'era un milione di persone - ironizza - chissà perché. Gli applausi alla manifestazione di ieri sono stati piuttosto striminziti». «Striminziti e animati da una popolazione "giurassica"» interviene Trespidi. «Il Pdl è un partito radicato nel territorio - aggiunge il numero uno di corso Garibaldi - ne abbiamo avuto conferma oggi. Abbiamo piuttosto registrato un certo fastidio nei confronti di chi vuole creare difficoltà. Un fastidio evidente, palpabile tra la gente». Il presidente conclude il suo intervento con un invito, quello che tra le persone «prevalga il senso di responsabilità».
El. Mal.

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