Data: 31/05/2008
«È stucchevole, e comunque fuori posto, la polemica che si tenta di alimentare sulla proposta rivolta all'amministrazione comunale di Piacenza di ricordare Carlo Tassi». È l'opinione dell'onorevole di Pdl-An Tommaso Foti che giudica le prese di posizione contrarie all'intitolazione di una via all'ex deputato del Msi (v. Libertà di ieri) un «vociare da comari da ballatoio sulla sua persona» che suona «offensivo verso una persona che ha tanto dato alla sua gente».
«E soprattutto perché piaccia o non piaccia, lo si voglia riconoscere o meno, Tassi è stato uomo che ha propugnato la pacificazione tra gli italiani che avevano combattuto sulle opposte trincee della guerra civile. Un messaggio che Carlo seppe trasmettere soprattutto a chi, come chi scrive ed altri amici, allora giovanissimi, lo seguiva in ogni manifestazione - come anche la documentazione fotografica di Libertà comprova - senza mai lasciarci andare ad alcuna violenza, nonostante il clima insopportabile d'aggressione e di sopraffazione che la sinistra (non solo quella extraparlamentare) ci riservava in quegli anni».
«Certo», osserva Foti, «se di ogni personaggio si dovesse fare l'analisi comportamentale cui qualcuno pretende di sottoporre Carlo, non avendo neanche il buon gusto di dire apertamente che non si vuol fare nulla per pregiudizio ideologico, l'onomastica stradale a Piacenza non esisterebbe e, invece, c'è. Il pretendere di sottoporre ad esame Carlo Tassi - uomo di adamantina onestà, professionista unanimemente apprezzato e politico inimitabile, fermissimo nella difesa delle proprie idee e dei suoi valori, ma generosamente disponibile ad aiutare tutti indipendentemente dal proprio credo politico, e sempre rispettoso della persona, avversari politici compresi - ci conferma che le vie della faziosità sono infinite».
«La presenza del Gonfalone del Comune, dei Vigili Urbani in alta uniforme e del Sindaco Vaciago in quella calda giornata dell'agosto 1994 alle esequie di Tassi, unitamente a quella delle migliaia di piacentini di tutte le fedi politiche, basta di per sé sola a mostrare come ad essere stonate sono le voci che oggi si alzano per negare non qualcosa a Carlo, ma alla Sua città di poterlo degnamente ricordare».
