Data: 16/11/2008
Riazzerare tutto e tornare al tavolo interistituzionale tra enti locali, sindacati e parlamentari ricostituito in Comune nel 2003 durante il "Reggi 1". È l'indicazione che arriva dall'onorevole di An-Pdl Tommaso Foti per sbloccare la partita della dismissione delle aree militari dopo la battuta di arresto della commissione consiliare presieduta da Gianni D'Amo (Piacenza comune).
In un'intervista tv ieri Foti, nel ricordare che An aveva deciso un anno fa di non entrare nella commissione («Avevamo denunciato fin dall'inizio l'inutilità di questa commissione da un verso e dall'altro che anticipava troppo alcuni scenari»), si è detto convinto che «se si riazzera la situazione e se si torna a quel tavolo si fa un passo in avanti per cercare di dare una risposta positiva a una vicenda» cruciale per «le prospettive di sviluppo della città».
Un tavolo, quello interistituzionale, al cui spirito bipartisan si è sempre richiamato il vicesindaco Francesco Cacciatore, il quale, meno di un mese fa in consiglio comunale, aveva tra l'altro fatto notare di avere rinnovato la richiesta di coinvolgimento dei parlamentari piacentini di centrodestra per favorire il rilancio dei rapporti tra Comune e governo sulle aree militari, invito rivolto in particolare a Foti, compagno di partito del titolare del ministero della Difesa La Russa.
«Il dialogo è dovuto, va ricercato e va praticato», ha teso la mano ieri Foti, «ma va anche sburocratizzato nel senso che non si può pensare che argomenti così delicati possano avere, almeno in un primo momento, una fase di pubblicizzazione che contrasta con quella riservatezza che le autorità militari tradizionalmente vogliono su questi argomenti».
