Camera

Gli stipendi dei deputati
piacentini ai raggi X

Data: 20/07/2009

Non si può certo dire che lo stipendio dei parlamentari sia basso, ma non tutti sanno che buona parte non si ferma nelle tasche dei politici, ma serve a finanziare il partito di provenienza, oltre che i collaboratori e le spese di alloggio a Roma. Ogni forza politica ha sue regole e consuetudini, ma anche solo facendo i conti in tasca ai cinque deputati piacentini si può osservare quanto versano a Roma e a Piacenza. Lo ?stipendio' si compone di diverse voci (vedi articolo sotto), alcune delle quali tassate, altre erogate a titolo di rimborso.
Inziando dalla maggioranza, il leghista Massimo Polledri riferisce: «Da dichiarazione dei redditi del 2008 ho versato alla Lega Nord 48.350 euro. A titolo di esempio, solo nel mese di gennaio dello scorso anno - aggiunge - ho dato al movimento 5.740 euro». Più in generale i deputati della Lega Nord versano, in media, il 10% del compenso complessivo mensile. Per quanto rigurda le spese per la vita a Roma, «pago una casa in affitto e non ho né segretari pagati da me né addetti stampa personali».
Il deputato Pdl, Tommaso Foti, evidenzia la trasparenza su quanto percepito dai parlamentari: «I compensi erogati dalla Camera a ciascun deputato sono tutti dettagliatamente evidenziati sul sito della Camera (www. camera. it), a differenza di molti altri organi della Repubblica come le Regioni, le Province e i Comuni che non indicano quasi mai i compensi percepiti dai propri membri».
Venendo al suo caso specifico «quale vice presidente della Commissione bicamerale per la semplificazione legislativa percepisco un compenso aggiuntivo netto di circa 500 euro al mese».
«I contributi che verso al movimento politico - riferisce Foti - ammontano complessivamente a 30.000 euro all'anno e sostengo in proprio le spese relative alla mia segreteria di Piacenza e a quella di Roma». Per il pernottamento nella capitale «mi avvalgo delle strutture alberghiere ubicate in prossimità della Camera (il costo medio da me sostenuto è pari a 150 euro a notte) ». «Preciso, infine, che non percepisco alcun altro reddito, essendo in aspettativa non retribuita dal lavoro».
Passando al Pd, Maurizio Migliavacca, che essendo presidente della Giunta per le elezioni di Montecitorio, ha una quota aggiuntiva allo stipendio base, esibisce la dichiarazione dei redditi dell'anno scorso e spiega: «L'imponibile 2008 è di 143 mila euro, di cui 44 mila versati al Pd». A lui vanno quindi, considerando l'Irpef di circa 56 mila euro, 43 mila euro. Per la casa, in affitto, a Roma spende 1.200 al mese. «Poi - riferisce - verso circa 1.800 euro al mese al Pd piacentino per il servizio di segreteria locale». Aggiunge: «Insomma, quello dei deputati è un buon stipendio, ma, parlo per quelli del Pd di cui conosco la condizione, se si considerano i versamenti al partito non ci si arricchisce di certo».
Anche Pierluigi Bersani versa al Pd una quota attorno al 30% («Un tempo davamo il 50%», ricorda) e versa un contributo al Pd piacentino per la segreteria. A Roma ha una casa in affitto. E lancia una proposta: «Prendiamo ad esempio i 4-5 maggiori paesi europei, facciamo una media sui loro costi della politica e poi facciamo una legge per uniformare i nostri costi a quelli dei paesi più civili».
Paola De Micheli: «Lo stipendio mensile nel mio caso, non avendo alcun incarico particolare, ammonta a circa 11.500 euro al mese, di cui oltre la metà riconosco al partito (tra livello nazionale e provinciale) e all'associazione nella quale lavorano alcuni collaboratori che, insieme ad altri parlamentari, abbiamo scelto».
La deputata precisa che «non sono rimborsate le spese di taxi, l'affitto e il vitto». «Ovviamente, non ho auto blu. Al netto di tutto questo - osserva - il mio stipendio rispetto a quello di assessore è migliorato, ma rispetto all'incarico che avevo in azienda, rispetto alla quale sono in aspettativa non retribuita, è più o meno uguale. La cosa che mi lascia perplessa è invece il livello troppo basso degli stipendi degli amministratori locali: sindaci, presidenti della provincia e assessori hanno moltissime responsabilità che secondo me non sono sufficientemente retribuite».
Marta Tartarini

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