Camera

I nostri parlamentari
disegnano il 2010

Data: 14/12/2009

di MARTA TARTARINI
Lavoro, riforme, famiglia. Su cosa bisogna lavorare prevalentemente nel prossimo anno? I parlamentari piacentini, interrogati sulle priorità per il 2010, indicano diverse linee d'azione che la politica dovrà seguire. E su cui si impegneranno.
Per Tommaso Foti l'anno nuovo deve essere quello "della rivoluzione liberale. La sinistra - osserva il deputato Pdl - vuole bloccare Berlusconi sul terreno dello scontro, fomentando una guerriglia mediatica e giudiziaria da voltastomaco". Da par suo il centro destra "deve ignorare tutto ciò e rilanciare il cammino delle riforme, a partire da quelle istituzionali, in particolare il cambiamento della forma di governo. Occorre, per dirla con Machiavelli, un ?ritorno al principio', cioè - spiega Foti - un ritorno alle ragioni originarie di quella rivoluzione liberale, la cui realizzazione è e resta il senso della missione politica di Berlusconi e del centrodestra".
Sulle politiche economiche e sociali, "occorre liberare il sistema delle imprese dai tanti lacci burocratici che ne impediscono lo sviluppo e favorire l'acceso al credito. Alla politica delle parole e degli insulti, tanto cara a Di Pietro e ai suoi accoliti, il centrodestra deve rispondere con la politica del fare bene. Gli esempi virtuosi non mancano: la Campania liberata dai rifiuti, l'Abruzzo ricostruito a tempo di record".
Massimo Polledri si concentra in prima battuta su un tema etico. "Sul testamento biologico ci sarà una battaglia importante - prevede il deputato del Carroccio - in cui bisognerà affermare la dignità della vita in tutti i suoi momenti. L'autonomia del medico, l'alleanza terapeutica, la dignità e la libertà dell'uomo sono temi su cui, in Parlamento, ci sono posizioni inconciliabili". Polledri osserva che "c'è una parte che spinge per l'eutanasia, considerando le vite di certi malati come indegne di essere vissute. Aspetto comprensibile per chi è solo e abbandonato, ma non per lo Stato, che non può disporre della vita di nessuno".
Su un altro versante "ci occuperemo di politiche della famiglia. Occorre incentivare la natalità. L'Europa fino al 1917 aveva il 20% - ricorda - della popolazione mondiale e il 50% del Pil. Oggi siamo al 10% della popolazione mondiale e produciamo il 20% del Pil". In sintesi: "Siamo in una situazione di residualità globale. Ma, nel contempo, ci troviamo in posizioni avanzate quanto a cultura e diritto. Dobbiamo pensare all'emergenza educativa, all'abbandono in cui troppo spesso vengono lasciati i giovani".
Il Pd si concentra sul tema del lavoro, collegato alla crisi economica. "La priorità - rileva Paola De Micheli - sono ?i lavori', ossia gli interventi a favore di tutte le tipologie di lavoro (impresa, lavoro dipendente, autonomo e precario). In questa fase - continua la deputata del Pd - non ci sono distinzioni tra queste questioni: sono intrinsecamente legate e per questa ragione il governo deve prevedere interventi omogenei e strutturali". De Micheli punta il dito contro la Finanziaria, che è stata per la parlamentare "un'occasione persa e nel patto per la salute non c'è quasi niente che serva al paese, ma soprattuto non c'è il taglio della spesa improduttiva. Se questo governo avesse un po' di coraggio, comincerebbe da qui".
Per Maurizio Migliavacca la priorità per l'anno nuovo è "passare da una ripresa senza lavoro a una ripresa con il lavoro. Nel 2010 è prevista una leggera risalita ma si preannuncia senza ricadute positive sull'occupazione, con il rischio che finisca la cassa integrazione, senza parlare di chi non ce l'ha". Questo, continua il coordinatore della segreteria nazionale del Pd, "richiede un cambio di politica economica da parte del governo con un patto per la crescita tra istituzioni, mondo del lavoro, imprese".
Secondo punto, "uscire dalle secche delle riforme che servono a Berlusconi per parlare di quelle che servono all'efficienza della democrazia italiana, quindi semplificazione, riduzione dei parlamentari, federalismo vero, giustizia che funzioni per i cittadini".
Infine, guardando fuori l'Italia: "Da questa crisi si può e si deve uscire cambiando modello di sviluppo, puntando su un'economia verde. Il mio auspico è che se anche da Copenaghen non arriverà un impegno preciso, questo arrivi nei primi mesi del nuovo anno perché siamo in ritardo nell'assunzione di responsabilità sul futuro del mondo e ogni ritardo comporta una compromissione della qualità dell'ambiente e della vita futura".

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