Data: 10/03/2010
(elma) «L'azienda che l'anno scorso, nel comune di Piozzano, è crollata sotto il peso delle frane è ancora a rischio. Il fronte infatti si muove ancora e potrebbe arrivare al birrificio. Le persone coinvolte sono state ospitate addirittura dal sindaco per un certo periodo, nell'emergenza. Di fronte a queste situazioni, vorrei che non si rimbalzassero le responsabilità: se anche la Regione un anno fa aveva sbagliato a scrivere un cavillo, il fatto non è sufficiente per giustificare il ritardo dei fondi del governo. Ormai, anche se arrivassero questi soldi, è troppo tardi: ci sono nuove frane».
Non ci sta il presidente della Comunità montana dell'Appennino, Massimo Castelli, ad ascoltare le accuse degli onorevoli Tommaso Foti (Pdl) e Massimo Polledri (Lega nord), riportate su Libertà di ieri nei confronti della Regione e del capo della Protezione civile regionale, Demetrio Egidi: «Il compito dei parlamentari è quello di svegliare il governo: si sono visti solo soldi di carta, carta da giornale, intendo. Buoni solo per farsi belli sulla stampa e a tenere buoni sindaci e cittadini con false promesse».
Il sindaco di Cerignale ha da poco effettuato un sopralluogo su alcuni territorio franati. «La situazione è disperata - commenta - e non parlo solo dei Comuni che rappresento: penso anche a Pianello, ad esempio, o a Vigoleno. È molto triste vedere umiliati da questo silenzio i lavoratori, impegnati per rialzarsi dalle frane che hanno coinvolto, ad esempio, numerosi vigneti in provincia».
L'agricoltura è infatti il settore più penalizzato dal dissesto idrogeologico: «Sembra che la richiesta sarà soddisfatta al suo 10 per cento. E tutti gli altri danni subiti? Chi li rimborserà? Se non ci fosse stata la Regione - conclude Castelli - la montagna sarebbe già scesa a valle. In montagna e in collina, intanto, continua a nevicare: che cosa dobbiamo aspettarci, ora che il fondo per la montagna è stato ghigliottinato del 70%? Sono stanco di dover fare il "codazzo" a Bertolaso per ottenere ciò che è un diritto dei Comuni e dei cittadini».
Critica anche la posizione di Patrizia Calza - assessore a Gragnano ed ex assessore provinciale - rispetto all'intervento di Polledri e di Foti: «Fino ad oggi la Regione Emilia Romagna è stato l'unico ente capace di soccorrere i Comuni messi in ginocchio dall'emergenza frane. Le stesse amministrazioni locali hanno riconosciuto, nel corso degli ultimi mesi, l'importante ruolo svolto da Bologna attraverso l'erogazione costante di fondi per tamponare i danni nelle aree critiche. Fino ad oggi, nonostante le promesse annunciate a gran voce, dallo Stato non è ancora arrivato un euro. E se questo dovesse accadere adesso, di certo nessuno potrebbe negare il gran ritardo con cui il governo si è mosso. L'attesa dura da aprile dello scorso anno».
Elisa Malcalza
