Data: 30/03/2009
Piacenza - (mir) C'è chi si è fermato per tutti e tre i giorni e chi ha fatto una "scappata" di poche ore. Ma tutti i piacentini delegati al congresso di fondazione del Popolo della libertà che si è chiuso ieri a Roma sono tornati a casa carichi di entusiasmo e di aspettative per il futuro. Dalla nostra provincia sono scesi nella Capitale gli azzurri Massimo Trespidi, Luigi Francesconi, Antonio Agogliati, Werner Argellati, Davide Bastoni, Domenico Bergonzi, Alessandro Blumthaler, Fabio Callori, Paolo Epifani, Lucia Girometta, Alice Marcotti, Francesco Marcotti, Erika Opizzi, Roberto Pasquali, Armando Piazza, Paola Pizzelli, Filiberto Putzu, Luigi Salice, Valerio Sartori, Piera Scagnelli, Samuele Uttini, Gloria Zanardi. Per Alleanza nazionale, Tommaso Foti, Sergio Bursi, Lino Girometta, Sabrina Fummi, Angelo Pacilli, Andrea Paparo, Marco Tassi, Giuseppe Caruso e Sergio Zilocchi, mentre per il movimento Popolari liberali i delegati erano Romano Tribi e Fausto Frontini.
«Ognuno di noi - afferma Paola Pizzelli - potrà con orgoglio dire "Io c'ero" e non è poco, visto che si tratta dell'evento che ha dato vita al partito degli italiani, che caratterizzerà la politica nazionale ed europea per i prossimi anni. Tutto ha funzionato al meglio, nonostante ci fossero oltre novemila persone, ed è stato davvero unico poter ascoltare uno dietro l'altro gli interventi dei principali esponenti politici del Paese».
«Sono stati tre giorni davvero esaltanti - aggiunge Fabio Callori - da cui siamo tutti usciti molto carichi di entusiasmo e consapevoli di fare parte di un progetto fondamentale per l'Italia e tutti i nostri territori. Anche perchè è sempre prevalsa la voglia di fare, contro la politica delle chiacchiere degli altri schieramenti».
Giuseppe Caruso sottolinea come sia effettiva l'unificazione tra le varie anime che compongono in Popolo della libertà. «Noi non faremo la fine del Partito democratico, lacerato dalle correnti e dalle divisioni interne, perchè anche a Roma sono emersi i tanti valori e le idee comuni che ci uniscono. Anche perchè - prosegue - la nostra fusione era già stata approvata dalla maggioranza degli italiani, che alle ultime elezioni ci hanno consegnato la guida del Paese e che si riconoscono in un progetto che punta a migliorare concretamente la situazione politica e sociale».
Anche le forze minori si sentono già pienamente coinvolte. «I Popolari liberali - chiarisce Tribi - sono nati proprio in vista della creazione del Pdl, in cui confluiamo con la certezza di avere la stessa dignità e considerazione di tutte le altre forze che lo compongono. Il congresso di Roma è stato storico anche per il fatto che tutti si sono sentiti subito protagonisti».
