Data: 04/04/2008
(mir) Bastione Borghetto come monumento agli sprechi d'Italia. Il giro della provincia in camper che sta effettuando il parlamentare di Alleanza nazionale uscente Tommaso Foti, candidato alla Camera nelle liste regionali del Popolo della libertà, ieri pomeriggio ha fatto tappa ai piedi delle mura, proprio sotto il complesso di proprietà dell'Agenzia del Demanio, la cui ristrutturazione è terminata nel 2003. «Furono spesi migliaia e migliaia di euro - spiega Foti - per sistemare questi edifici che da allora sono vuoti e che dovranno sicuramente subire altri interventi nel caso in futuro potranno essere utilizzati dalla cittadinanza». Colpa, secondo il deputato, di una incomprensibile strategia del Demanio: «Sanno tutti che il Comune, su sollecitazione dei consiglieri del centrodestra, tentò di prenderlo in affitto, ma rinunciò asserendo che la cifra richiesta era troppo elevata. Il risultato della trattativa fu che Bastione Borghetto è abbandonato a se stesso da almeno quattro anni e che i soldi pubblici spesi per il recupero dell'immobile oggi sono del tutto produttivi, uno spreco pagato dai cittadini. Non capisco davvero perchè il Demanio preferisca lasciarlo vuoto piuttosto che arrivare a un accordo con l'Amministrazione comunale, anche se a prezzi più bassi di quanto inizialmente preteso».
Foti si era già interessato della vicenda, presentando un'interrogazione parlamentare, che però non portò allo sblocco della situazione: «Dal 14 aprile, non appena vinte le elezioni - afferma ancora il candidato Pdl - mi attiverò affinchè finalmente questo edificio possa essere messo a disposizione della comunità piacentina, che per il momento si ricorda di questo importante pezzo di città solo per le polemiche che si scatenarono al tempo della ristrutturazione a causa del colore dei tetti. Il centrodestra non tollererà più queste situazioni: i cittadini non ne possono più dell'Italia degli sprechi, sotto la nostra guida le cose cambieranno. Vogliamo un Paese che funzioni e non uno che continui a sprecare i soldi dei cittadini».
La questione di Porta Borghetto potrà inserirsi con quella più ampia del destino dei beni e delle aree militari presenti in città. «Non sono strettamente collegate - conclude Foti - visto che il bastione è già di proprietà dell'Agenzia del Demanio, che deve semplicemente trovare un accordo per restituirlo alla comunità. Il resto, a partire dalla firma sul protocollo d'intesa sottoscritto a Palazzo Mercanti, mi sembra solo fatto a scopo elettorale».
