Camera

Il "caso Noemi": si parla
di gossip o caso politico?

Data: 08/06/2009

Caso politico o gossip? Le ultime settimane della campagna elettorale sono state monopolizzate dalle polemiche sulle frequentazioni del Premier. Il mondo politico si è diviso. Il Pd chiede a Berlusconi chiarezza: l'ex Ministro Pier Luigi Bersani osserva che «emerge con sempre maggiore chiarezza che il Presidente del Consiglio non sta dicendo la verità, quindi il tema diventa politico. Qui non si tratta di guardare dal buco della serratura, si tratta di avere un Premier che abbia credibilità nazionale e internazionale». Di qui l'appello: «Berlusconi si deve rendere conto che c'è anche un'opinione pubblica internazionale. Se non dà nessuna importanza a quella interna, almeno dia risposte a quella internazionale. E' una vicenda triste, ci stiamo rendendo ridicoli agli occhi del mondo intero. Fosse solo per Berlusconi non ne soffrirei, ma qui ci stiamo andando di mezzo tutti».
Per Maurizio Migliavacca l'affaire «è diventato caso politico per scelta di Berlusconi: è lui che ha deciso di andare in tv per rispondere alle accuse della moglie. Il caso è grave perché quando si riveste un incarico di rilievo si è tenuti alla trasparenza, che è anche garanzia di credibilità». Per il deputato Pd il Premier «deve rispondere al quotidiano Repubblica e alle sue 10 domande: nella forma che vuole, però deve rispondere almeno a quelle sostanziali. Se avesse dato subito le risposte - osserva - forse il caso non sarebbe esploso in questo modo, con aspetti sgradevoli. I retroscena sono causati dal fatto che la scena non è per niente chiara».
Paola De Micheli dice di non aver «alcun interesse per le questioni private del Premier, tanto più che da tempo è di dominio pubblico il suo oggettivo problema di rapporto con le donne. Mi scandalizzo della degenerazione nell'utilizzo dei soldi pubblici, malcostume contro il quale il Premier a parole si è scagliato, ma che sta praticando. In questo paese - continua la deputata Pd - prima ancora di una questione morale esiste una drammatica questione culturale della quale nessuno parla. Agli educatori è impedito di svolgere il proprio ruolo, la scuola impoverita, la famiglia abbandonata e anche il rapporto con le istituzioni civili e religiose è strumentalizzato e politicizzato. Nessun moralismo, ma una denuncia forte dell'abbandono del nucleo etico più proprio al nostro Paese, sostituito da modelli di vita facile, comoda ed a tutti i costi visibile». Per De Micheli, «l'alternativa è il recupero di valori quali il sacrificio, il lavoro, il rispetto, la fatica. O si riparte da questo nucleo etico o i problemi del Premier saranno solo l'inizio».
Nel centrodestra Tommaso Foti si dice «poco appassionato alle soap opera: non riesco a mostrare morbosità alcuna verso una vicenda che attiene unicamente alla sfera privata di Berlusconi e che andrebbe trattata come tale». Per il deputato Pdl «siamo in presenza di una questione artatamente costruita dalla stampa scandalistica e di sinistra, a cui anche certa stampa straniera, legata a doppio filo ad alcuni media italiani di sinistra, ha fatto da grancassa. Una sinistra - prosegue Foti - da tempo allo sbando, che non riuscendo più a cogliere le esigenze degli italiani, si è lanciata nell'ennesima campagna d'odio contro Berlusconi, cercando di abbattere l'uomo non riuscendo a farlo con il politico. Il castello d'odio che la sinistra ha messo in piedi - prevede - non farà altro che rivoltarsi sulla stessa come un boomerang e nelle urne ne troveremo piena conferma».
Massimo Polledri osserva che «un Paese serio dovrebbe occuparsi di problemi seri, a partire dal futuro dell'Europa. Ricordo che Bruxelles sarà chiamata a decidere dell'annessione della Turchia all'Ue, ossia sull'ingresso di 70 milioni di turchi che potranno godere dell'assistenza sanitaria gratuita, del diritto di voto e di tutti i servizi oggi riservati ai cittadini comunitari. Questo drenerà inevitabilmente le poche risorse dell'obiettivo 2, che non arriveranno più sulle nostre colline e montagne».
Non solo, «un Paese serio - continua il parlamentare della Lega - dovrebbe considerare la possibilità di inserire buste paga differenziate tra Nord e Sud, interrogarsi sul perché non si fanno più figli. Invece la discussione che tiene banco non si scolla dalle lenzuola di Silvio Berlusconi. Sia chiaro: è giusto che un politico debba rendere trasparente la sua vita privata, ma ciò che fanno Silvio Sircana o il Premier in camera da letto rimangono affari loro». Infine, «ho trovato disgustoso l'attacco sferrato da Daniela Santanchè a Veronica Lario: non mi sembra che sia titolata a trovare le pagliuzze negli occhi delle altre».
Marta Tartarini

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