Camera

Il confronto, la democrazia e le lettera ai giornali

Data: 22/12/2005

Le lettere ai direttori di giornale hanno indubbiamente molta importanza e, proprio per questo, dovrebbero servire al confronto e non alla polemica inutile. Soprattutto, prima di replicare, sarebbe quanto meno opportuno leggere ciò che, chi si intende contraddire, ha realmente sostenuto.
Mi sfuggono quali siano gli elementi che portano la signora Bellan a criticare il mio concetto di democrazia; certo è che la sua interpretazione del mio pensiero è quanto meno bizzarra. A fronte, infatti, di un lettore che, nascondendosi dietro una sigla, mi accusava ingiustamente di avere arrecato danno volontariamente alla mia auto, ho contestato detta tesi e la furbizia di non appalesare la propria identità.
Un atto dovuto quest'ultimo, tant'è che per accedere alla rubrica ""Libertà di parola"" occorre, come è specificato in cima alla stessa, indicare nome, cognome e recapito telefonico, diversamente gli scritti non vengono pubblicati. Ciò detto della funzione delle lettere al direttore, ne ho ben chiaro il significato, se non altro per ricorrere alle stesse da qualche lustro. Il che non significa che se ne debba fare un uso strumentale o distorto, attribuendo magari ad altri quello che non hanno mai sostenuto: è il caso che qui interessa... La mia contradditrice dovrà comunque darmi atto di avere un concetto di democrazia più esteso almeno di Lucia Annunziata che, proprio nei giorni scorsi, ha deciso di non pubblicare alcuna lettera nella rubrica affidatale su La Stampa, proprio per l'astio e l'odio che spesso nelle stesse è espresso. Non so se nel caso che mi riguarda sia l'astio a prevalere, ma sono certo che non è la verità dei fatti. Che poi la replica all'onorevole Foti sia collegata all'importanza del nuovo ponte sul fiume Trebbia, quasi che io quest'ultima abbia messo in dubbio, è circostanza che riguarda la deontologia professionale di chi pubblica e non di chi scrive.

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TommasoFoti
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