Data: 17/09/2010
Cari amici della Giovane Italia,
la vostra lettera pubblicata martedì scorso su Libertà ci ha dato lo spunto per provare a condividere qualche riflessione insieme a voi. Parlando in tutta sincerità, da giovani a giovani, le durissime parole che avete riservato per Gianfranco Fini ci hanno lasciato dispiaciuti e amareggiati. Parlare di tradimento e coerenza in politica è molto facile e al tempo stesso futile; in questo caso però è particolarmente inadeguato. Accusare Fini di tradimento è sbagliato, come lo sarebbe se dessimo noi dei traditori a Tommaso Foti e agli altri politici piacentini del Pdl che hanno deciso di seguire fino in fondo Silvio Berlusconi. La decisione di creare dei gruppi parlamentari autonomi è infatti stata obbligata dal fatto di essere stati dichiarati "incompatibili" con il Pdl, al termine di una riunione di due ore a Palazzo Grazioli e senza diritto di replica o difesa. Ma ormai la "frittata" è stata fatta, dobbiamo guardare avanti. Tuttavia ciò che soprattutto ci sorprende della vostra lettera è il fatto che voi dipingiate Fini in termini solamente e assolutamente negativi. Farlo dopo la sua cacciata, ora che lo vedete come un vostro nemico, ci sembra un atto di disonestà intellettuale. Gianfranco Fini ha certamente fatto degli errori durante la sua carriera politica e anche molti di noi rimasero turbati dalla fusione di Forza Italia con Alleanza Nazionale, tuttavia nel Pdl non andò da solo (e i più lo seguirono volentieri). Non riusciendo a condividere i motivi del profondo rancore che traspare dal vostro comunicato verso la sua persona, non possiamo esimerci dal proporvi qualche osservazione. Quando citate l'uscita della destra italiana dal suo storico isolamento del dopoguerra, dimenticate volontariamente tutti i meriti che ebbe (ed ha tuttora) Gianfranco Fini in questo percorso. Fate lo stesso quando citate le fortunate elezioni di persone valide come Gianni Alemanno, Renata Polverini e Giuseppe Scopelliti: non è possibile ignorare il contributo dato da Fini per le loro candidature. Quando vi proponete di richiedere congressi del Pdl, alzare la voce sulla questione della legalità, cambiare la legge elettorale, varare il ddl anticorruzione, combattere il "velinismo" e dare il giusto risalto ai festeggiamenti dei 150 anni dell'Unità della nostra Patria, dovete però rendervi conto che i finiani per aver detto le stesse cose sono stati additati come nemici della maggioranza e deferiti ai probiviri. In ogni caso se queste citate saranno le vostre battaglie, noi saremo certamente al vostro fianco. Il tema della democrazia interna ai partiti ci sta molto a cuore. Il nostro auspicio è che non ci guardiate come dei nemici, bensì come degli amici, anche se un po' strani per certe idee che abbiamo come l'agevolazione della cittadinanza per le seconde generazioni di immigrati nati e cresciuti in Italia, il nostro favore per il testamento biologico, la necessità di una legge sulle unioni civili. Tutte cose che le altre destre europee hanno già fatto proprie, ma che certamente in questi tempi difficili magari vengono in secondo piano rispetto alle esigenze di una riforma universitaria seria che non sia costituita di soli tagli e che renda più competitivi gli studenti italiani, o di una giusta retribuzione per i tanti giovani con contratti a tempo determinato troppe volte sfruttati dalle grandi aziende.
I giovani di GenerazioneItalia
Placentia
