Data: 23/07/2006
Lo hanno definito un bluff, uno specchietto per le allodole, un bavaglio al libero pensiero dei professionisti, un regalo ai poteri forti, un tentativo mirato di normalizzazione comunista e hanno snocciolato a uno a uno i punti deboli.
Non sono andati per il sottile nella critica al decreto Bersani, Stefano Morselli e Tommaso Foti, senatore e deputato alla camera di Alleanza Nazionale che ieri mattina hanno portato a Modena la loro conferenza stampa itinerante.
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Dito puntato da parte dell'on. Foti anche sulla parte del decreto che prevede il pagamento documentato di prestazioni professionali oltre una certa spesa: "Le visite mediche specialistiche ad esempio - spiega Foti - oltre il limite di spesa di 100 euro non potranno più essere pagate in contanti, ma obbligatoriamente attraverso carta di credito o assegno. Questo porterà un onere di lavoro ai professionisti e una difficoltà per i consumatori che non possiedono conti correnti (cosa che specialmente al centro sud capita spesso) e soprattutto un grande vantaggio per le banche che vedranno lievitare gli introiti da transazioni bancarie. Certamente questa regola farà aumentare le prestazioni in nero".
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Negativa anche l'eliminazione dei minimi e massimi nelle tariffe dei professionisti, soprattutto per quello che riguarda gli appalti pubblici: "Abolire i minimi tariffari - spiega ancora Foti - mentre il sistema di appalti pubblici prevede l'assegnazione al ribasso, cioè alla ditta che offre il prezzo più concorrenziale, significa togliere certezza che le minime regole di sicurezza nelle opere pubbliche vengano rispettate. Questo con il risultato che saranno poi necessarie mille varianti in corso d'opera per raggiungere il risultato richiesto".
Il danno economico causato in queste settimane agli azionisti delle società immobiliari sarebbe paragonabile, secondo An, al crak Parmalat, con turbative di mercato gravissime per la decisioni altalenanti del Ministro: "Parliamo di 500mila azionisti del mercato immobiliare - specifica Foti - con un danno stimato di oltre un miliardo di euro".
Forte critica anche alle Associazioni dei consumatori che appoggiano il Decreto Bersani: "Sarebbe ora di aprire i libri paga dei Ministeri per capire a chi sono asservite le Associazioni che dovrebbero tutelare i consumatori" ha dichiarato Foti criticando le posizioni delle associazioni che vedono nel provvedimento vantaggi economici per il consumatore.
da La Gazzetta di Modena
