Data: 06/10/2010
di TOMMASO FOTI*
Con la spocchia di chi ritiene di sapere, ma dimostra di non sapere, l'ex Presidente Boiardi commenta quanto riportato di una conferenza stampa, che non ha seguito, facendomi da non richiesto ventriloquo.
Al lettore - non certo al predetto che, per i toni utilizzati, neppure commiserazione merita - è doveroso fare sapere che, affrontando il tema del nucleare sul nostro territorio, chi scrive ha sostenuto, innanzitutto, come sia indispensabile concludere il processo di decommissioning in atto.
Ho inoltre sostenuto che la definizione di una Carta Nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il Parco Tecnologico, ed in particolare il Deposito Nazionale, rappresenta l'avvio e non la conclusione della procedura da seguire per la realizzazione dello stesso.
Ciò detto, occorre aggiungere che nulla rileva se Caorso sarà o meno ricompreso tra i siti indicati nella predetta Carta, rilevando - ad esempio - la manifestazione d'interesse o meno della Regione a realizzarlo.
Quanto alle aree potenzialmente destinate alla localizzazione degli impianti nucleari, anche qui l'eventuale inclusione di Caorso poco rileva. Come è noto a chi della questione si occupa, compete all'operatore (cioè al soggetto che si propone di realizzare l'impianto nucleare) presentare l'istanza necessaria per attivare le procedure (affatto brevi e con l'intervento di tutti i soggetti interessati) che possono portare alla certificazione del sito su cui costruire la centrale.
Il fatto di avere proposto l'apertura di un confronto sui vantaggi o meno derivanti a un territorio che ospita un impianto nucleare, nulla ha a che fare con quanto sopra detto, ma è conseguenza del dibattito recentemente tenutosi sul tema all'Unione Industriali.
Con buona pace di Boiardi, avvezzo da tempo a confrontarsi con se stesso, è consentito alla politica approfondire quanto emerso nel citato dibattito?
Se l'ex Presidente della Provincia avesse letto, anche distrattamente, le norme che regolano la materia in questione, avrebbe evitato di prendere, per l'ennesima volta, fischi per fiaschi, sollecitando a sproposito le mie dimissioni.
Una richiesta che a Boiardi non può essere rivolta, avendo provveduto i piacentini a "dimissionarlo" più di un anno fa".
*Deputato Pdl
