Camera

Il dibattito«Un attacco alla
nostra identità»
«Valori della croce
da praticare»

Data: 10/11/2009

Dalla manifestazione organizzata dalla Lega sul crocefisso hanno preso spunto diversi consiglieri provinciali per esprimere le loro valutazioni. Non sono mancate velate critiche per il metodo scelto dal Carroccio per inscenare la protesta. Il presidente Trespidi, nel concludere la discussione sul tema, ha parlato di una laicità matura quando si valorizzano tutte le posizioni culturali presenti in una società. Unica voce dissonante ad appoggiare la sentenza della Corte Europea quella di Gian Paolo Speroni che ha sottolineato come arrivi dopo anni a sancire il diritto di una minoranza che fino ad oggi ha accettato la presenza del crocefisso. Tommaso Foti (Pdl) ha parlato di laicità male intesa per la discussione che si è aperta sulla sentenza. Qui stiamo parlando di uno dei simboli in cui si riconosce il 94 per cento dei cittadini italiani e il rispetto delle minoranze non significa che le maggioranze abdichino ai propri principi». Bruno Ferrari (Udc) ha parlato di «Laicismo estremista dell'Europa» anche se ha invitato la Lega Nord ad essere più incisiva in concreto con i problemi della montagna. Critico Samuele Raggi secondo cui si tratta «Di un tentativo della Lega di recuperare a basso costo un rapporto con le gerarchie ecclesiastiche». E Marco Bergonzi che ha invitato a «maggiore sobrietà nel manifestare i valori sottesi al simbolo della croce e sulla necessità che tali valori siano professati oltre che enunciati e rivolgendosi alla Lega ha invitato a praticare la cultura dell'accoglienza, uno dei significati espressi dalla croce». Stessa esortazione da Paolo Sckokai che però ha parlato di perplessità sulla sentenza denunciando il fatto che sul crocefisso si possano aprire delle battaglie politiche. «E quale paese meglio dell'Italia - ha segnalato Massimiliano Dosi (Lega) - lavora per il rispetto delle minoranze e per l'accoglienza? » Per Filippo Bertolini (Pdl) replicando alle critiche portate ha segnalato che di incoerenza si può parlare per chi non difende l'identità del proprio paese». «Un credente non si vergogni di riconoscersi nel crocefisso», ha detto Giovanni Cattanei (Pdl). «Uno stimolo a verificare anche la propria coerenza nelle azioni di amministratori». Antonino Coppolino (Pdl) ha invitato i rappresentanti delle forze politiche a protestare contro la sentenza. Il rischo è davvero di non essere liberi di avere chiese nelle nostre piazze».

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