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Il "dirimpettaio" Emilio Bolzoni: aveva
entusiasmo e grande etica del lavoro

Data: 26/08/2009

Emilio Bolzoni, presidente della Bolzoni SpA di Casoni di Podenzano, ricorda la figura di Vito Schiavi. Ne sottolinea i tratti umani, il suo entusiasmo. Anch'egli ha voluto essere presente alle esequie del cavaliere del lavoro piacentino, la cui scomparsa lascia il segno nella nostra città: "E' stato una persona straordinaria - commenta - ho avuto modo di leggere i tanti commenti che sono stati fatti su di lui in questi giorni. Eravamo dirimpettai, nel senso che la sua azienda e la mia sono vicine. Ebbene, accanto all'etica del lavoro, alla sua attenzione verso gli latri, a un modo di fare impresa che è stato più volte sottolineato in questi giorni, mi sento di aggiungere anche il suo entusiasmo. Lo vedevo in azienda, a novant'anni, si muoveva con un entusiasmo tutto suo, difficile da riscontrare. Era un uomo dotato di grandi doti, umane e professionali, però quello spirito innato, era stupendo. E credo - prosegue - che abbia incarnato perfettamente lo spirito con cui gli è stata riconosciuta l'onorificenza di cavaliere del lavoro. Lui era quella cosa lì, incarnava le motivazioni per cui il capo dello Stato decide, ogni anno, di conferire ad alcuni imprenditori, il cavalierato. Una storia bella la sua. Ci mancherà, come mancheranno alla città di Piacenza la figura e la personalità di Vito Schiavi".
Diversi gli imprenditori e i rappresentanti delle istituzioni locali presenti ai funerali ieri mattina: Giuseppe Parenti, Cesare Betti, Giacomo Marazzi, Romano e Giuseppe Valla, Agostino Fioruzzi, l'onorevole Tommaso Foti, il vicepresidente della Provincia Maurizio Parma, Girolamo Lacquaniti per la Questura di Piacenza, Luigi Salice, ma anche Vittorio Cavanna, Romano Bragalini e Armando Corsi. Quest'ultimo tratteggia alcuni aspetti di Vito Schiavi: "L'ho conosciuto negli anni Novanta, quando ero vicepresidente di Confindustria. Direi che ha anticipato la globalizzazione. In anni lontani, in cui ognuno guardava alla propria azienda, Vito Schiavi ebbe l'intuizione di guardarsi intorno, di individuare nuove alleanze, all'estero. Perché - a suo dire - quella era una strada obbligata. E aveva ragione. Ha saputo giocare d'anticipo. Gli va riconosciuto, oltre a una rettitudine morale davvero unica, esemplare, autentica".
Romano Valla ricorda il filantropo, l'uomo legato alla sfera sociale: "Ci conoscevamo, ricordo la sua lungimiranza, l'obiettivo da raggiungere. Un uomo che parlava ai dipendenti, ne conosceva anche gli aspetti familiari. E poi l'attività al Centro Don Franco Molinari. S'interessava direttamente della qualità dei servizi riabilitativi dell'associazione. Un uomo che ha fatto la storia dell'industria piacentina. Difficile trovare personalità di questa levatura, ancor più difficile individuare figure analoghe. Gente come Vito Schiavi ha assunto un ruolo importante per quel che ha rappresentato". Come dargli torto.
Mol.

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TommasoFoti
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