Camera

Il no a Pansa; «Una resa dello Stato»

Data: 11/11/2006

Doveva venire a Palazzo Farnese il 22 novembre per presentare il suo ultimo discusso libro, "La grande bugia". Ma la trasferta piacentina di Giampaolo Pansa è stata annullata: sembra infatti che la Digos di Milano l'abbia sconsigliata allo scrittore giornalista per evitare di incappare negli stessi guai di Reggio Emilia. Nei giorni scorsi sul sito Indymedia sono comparsi alcuni interventi che non facevano sperare nulla di buono sull'accoglienza allo scrittore. La notizia sta scatenando un vero e proprio caso, tanto che sulla questione il deputato di Alleanza Nazionale, Tommaso Foti, ha presentato un'interrogazione al ministro dell'Interno Giuliano Amato: «Il fatto che ad un giornalista sia sconsigliato, per evitare incidenti, di presentare un volume nel quale vengono rappresentati fatti effettivamente verificatisi nel Dopoguerra, appare e tutti gli effetti una resa dello Stato».
Un'escalation di eventi che occorre mettere in ordine. E' noto che nelle ultime settimane Pansa sta girando per l'Italia per presentare la sua ultima fatica, "La grande bugia", ed aveva inizialmente programmato la data piacentina il 22 novembbre a Palazzo Farnese. Nel testo fa una revisione del periodo storico della Resistenza che ha scontentato molti giovani di sinistra e non solo. In particolare, nemmeno un mese fa a Reggio Emilia nel corso della conferenza, si è scatenata la reazione violenta di una frangia di estremisti cosicché l'evento si è trasformato in rissa. Sono da ricercarsi forse dietro questo fatto i timori della Digos di Milano che ha sconsigliato Pansa di venire a Piacenza, città che negli ultimi tempi, vedi le cronache dell'ultima celebrazione del 25 aprile, ha visto una pesante contrapposizione (non solo verbale) tra i gruppi giovanili della sinistra radicale e dell'estrema destra. Un terreno minato, deve aver pensato la polizia, meglio soprassedere: questo anche in considerazioni di minacce anonime comparse sul sito Indymedia proprio in riferimento all'arrivo di Pansa nella nostra città.
Fatto sta che la presentazione è saltata, ma non si sono fatte attendere le reazioni poltiche. «L'iniziativa della Digos di Milano - prosegue l'interrogazione di Foti - sarebbe stata assunta per evitare ulteriori contestazioni, dopo quelle verificatesi a Reggio Emilia e sarebbe dimostrazione che di certi fatti reali del Dopoguerra in Emilia (soprattutto nelle province del cosidetto triangolo della morte) non si può e non si deve parlare. Interventi minacciosi nei confronti di Pansa sono rinvenibili sul sito Indymedia, mentre il noto giornalista ha recentemente sostenuto che i contestatori dei suoi scritti "si sono dati appuntamento per darmi una raschiata alla presentazione del libro che farò a Piacenza"».
Foti interroga il Ministro Amato su quali «urgenti iniziative intenda assumere affinché sia garantita in Emilia-Romagna la libertà di espressione di tutti" e ancora se il ministro "non intenda impartire immediate e severe disposizioni affinché nessun rappresentante dello Stato si senta autorizzato a "sconsigliare" chicchessia dal partecipare ad una libera iniziative».
Sull'argomento è intervenuto anche il neosegretario di Rifondazione comunista, Roberto Montanari: «Non condivido nel merito il contenuto del libro di Pansa, ma le contestazioni violente sono sempre sbagliate. I nostri giovani parlavano di contestazioni pacifiche, fatte sui contenuti».

da La Cronaca

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TommasoFoti
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