Data: 09/02/2005
Pressing sul Tesoro per far entrare le Regioni nel capitale di Sogei. La società controllata dal ministero, che gestisce l'Anagrafe tributaria, è ormai in rotta di collisione con regioni ed enti locali, un pò per colpe proprie e un pò per la "timidezza" governativa nel completare il federalismo fiscale. Il risultato è che il sistema non funziona e regioni, province e comuni fanno fatica ad accedere alle informazioni della banca dati nazionale.
La scorsa settimana la conferenza dei Presidenti ha formalizzato la richiesta di entrare a far parte del capitale di Sogei, con un'iniziativa che ha già trovato ampi consensi in Parlamento. In commissione di Vigilanza, esponenti di tutti i partiti della Cdl sono d'accordo: "Occorre mettere in rete tutte le informazioni e ripulire gli archivi - spiega a F&M il presidente Tommaso Foti - l'ingresso delle Regioni potrebbe essere un utile strumento di chiarezza"Nella relazione finale, attesa per maggio, il concetto verrà ribadito, ma ben prima il ministero sarà investito della questione: purché si riesca a svolgere l'audizione già fissata per domani e rinviata a nuova data.
A peggiorare il quadro hanno contribuito le alterne vicende di Sogei.It, la società d'information technology che avrebbe dovuto vendere servizi sul mercato e che, invece, ha dovuto battere in ritirata: con il Tesoro costretto a rilevare l'intero pacchetto azionario, in precedenza detenuto al 51% da Finsiel. L'incertezza su proprietà e dirigenza e, soprattutto sulla natura di società strumentale agli enti locali o di azienda operante sul mercato, ha creato il corto circuito istituzionale. Con o senza Regioni, servirà un soggetto capace di collaborare con gli enti locali bisognosi di informazioni sofisticate sui soggetti d'imposta, per poter imporre tributi. Questo soggetto non sarà Ancitel, struttura al servizio dei Comuni, che neppure sapeva di essere attesa, domani, in Parlamento.
da Mercati e Finanza
