Camera

"Il Pd ha paura del referendum"

Data: 28/07/2012

"Il Pd non vuole il referendum perché ne ha paura: le uniche elezioni dirette che non ha mai vinto sono le regionali. A Piacenza il centrosinistra nel 1995 ha perso contro Gianfranco Morra, pur schierando Pierluigi Bersani, nel 2000 contro Cané, nel 2005 contro Monaco e nel 2010 contro la Bernini". Così il parlamentare Pdl Tommaso Foti risponde al segretario provinciale Pd Vittorio Silva, alla parlamentare Paola De Micheli e al capogruppo Pd Marco Bergozi, che ieri avevano fortemente criticato la proposta di ricorrere alla consultazione popolare in vista del riassetto delle Province.

"Che sia necessario ricorrere al referendum non lo dico perché voglio andare con il cappello in mano in Lombardia, ma per rispettare il dettato costituzionale delle norme costituzionali - dice il parlamentare Foti -. La delibera sul riassetto, qualora non dovesse essere indetto il referendum, diventerà incostuzionale. E nulla vieta, a un privato cittadino, qualora dovesse vedere lesi i propri diritti, anche il sottoscritto, di presentare ricorso".


"Il Pd dovrebbe avere maggiore educazione e ricordarsi invece della lettera dei propri sindaci - continua Foti - in cui si chiedeva che il corpo elettorale potesse esprimersi in merito al riassetto della Provincia. Ai rappresentanti del partito democratico suggerisco anche di ripassare la Costituzione e le modifiche da loro introdotte al titolo quinto, che di fatto prevedono il referendum, così come l'articolo 5 dela legge 439, ossia la ratifica della carta europea delle autonomie locali".

E il nuovo testo uscito alla commissione bilancio in Senato? "Da una parte sono deluso: il termine "riordino" è un modo ecumenico per indorare la pillola, per non dare l'impressione che vi siano Province che vincono e Province che perdono - prosegue -, e con buona pace della De Micheli resta la possibilità per i Comuni di deliberare uil cambio di Provincia. Alla Camera comunque presenterò gli emendamenti della Provincia di Piacenza e la mia proposta di modifica per i parametri decisi dal Governo (tenere valido o il criterio sulla superficie o quello sul numero di abitanti, e non entrambi, ndr)".

da piacenzasera.it

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Rassegna Stampa

TommasoFoti
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