Data: 21/10/2008
piacenza - Il parlare di biomasse a Ferriere ha chiamato in causa anche il biogas a Lusurasco di Alseno e i tanti progetti itineranti sul Piacentino che, di volta in volta, mettono i riflettori su qualche territorio vuoi di collina, montagna o pianura. Ferriere, Comune di centrodestra e di montagna e Alseno, Comune di centrosinistra e in pianura. E' stato anche questo lo sfondo del dibattito che si è sviluppato in consiglio provinciale ieri pomeriggio. Con l'opposizione a pungolare l'amministrazione sulla necessità di «criteri certi che stabiliscano dove è possibile e dove non è possibile realizzare gli impianti» e i rappresentanti della giunta, in primis Gianluigi Ziliani, ma anche Alberto Borghi a segnalare la differenza tra le due realizzazioni. Quella di Ferriere basata solo su un'ipotesi che prevede la combustione di 125mila tonnellate di legna proveniente da altre zone e l'altra, il biogas di Lusurasco, un impianto da 35mila tonnellate che utilizza prodotto di scarto della lavorazione industriale di Conserve Italia che già si trova in loco. L'uno, Ferriere, senza un progetto e l'altro con la conferenza dei servizi impegnata a valutare i faldoni della progettazione. Insomma, cose diverse per l'amministrazione; al contrario, per l'opposizione, appartenenti alla stessa famiglia, le bioenergie, su cui la Provincia è stata chiamata a parlare a chiare lettere indicando le scelte che intende adottare. Anche alla luce della pianificazione territoriale su cui si aprirà il dibattito a dicembre. Alla fine di un lungo dibattito che si è sviluppato su questi contorni talvolta apparsi surreali, l'aula ha approvato con 12 favorevoli e 8 non partecipanti al voto l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza che invita la giunta ad esprimersi contro «l'ipotesi di centrale a biomasse progettato in comune di Ferriere considerando i pericoli per la salute della popolazione e la peculiarità e specificità ambientale del territorio interessato che è rimasto intatto nel tempo e che può offrire un futuro alla gente che ancora abita in montagna». Aula insolitamente affollata di cittadini della Valnure e della Valdaveto che, con le loro magliette bianche bi-fronte "Io amo la Valnure" sul davanti e.... "senza centrale" sul retro, hanno voluto marcare il loro dissenso sulla centrale a biomasse ipotizzata. Nel dopo dibattito considerazioni di segno opposto a quelle della vigilia dove alcuni esponenti del Comitato auspicavano che la discussione potesse concludersi non solo con una presa di posizione politica, ma con un'efficacia concreta sugli atti che la Provincia sta per approvare: il Piano territoriale di coordinamento. All'uscita delusione palpabile. «Che dire? è il commento di Paolo Scrocchi - ritengo che le forze politiche valgano zero e che lasciano nelle mani delle multinazionali ogni decisione». Mentre «Moderatamente soddisfatto» si è detto Franco Boeri capogruppo di opposizione a Ferriere. Durante il pomeriggio, s'è detto, anche per la presenza del pubblico i consilieri non si sono risparmiati interventi. E nel finale un supplemento di botta e risposta su un documento alternativo presentato dai gruppi di minoranza in cui si usciva dalla localizzazione del progetto di Ferriere, ma si parlava di «Progetti che prevedono la costruzione di centrali a biomasse/biogas assoggettati ad autorizzazioni nel cui procedimento potrebbe risultare coinvolta a vari titolo l'Amministrazione provinciale». Il documento invitava la Provincia a sospendere l'eventuale pronuncia di un parere fino a che, entro 60 giorni (poi ridotti a 30) dall'approvazione del documento stesso, «il consiglio provinciale approvi i criteri da applicare». Ma non c'è stato accordo e così la seduta si è chiusa con il voto che ha premiato il documento della maggioranza. Il fuoco di fila degli attacchi sul documento era partito da Tommaso Foti a cui sono seguiti quelli di altri consiglieri tra cui Patrizia Barbieri, Luigi Fogliazza, Gianpaolo Fornasari, Luigi Francesconi, Massimiliano Dosi per quanto riguarda gli interventi dall'opposizione. Dai banchi della maggioranza invece, hanno espresso valutazioni positive sul documento centrato su Ferriere Paolo Briggi, Raimondo Magnani, Andrea Cunico, Antonio Vincini, Gianni Arbasi, Gaetano Mantovani, Annibale Gazzola e Stefano Rattotti che ha illustrato l'ordine del giorno oggetto della discussione. Equidistante la posizione di Mario Vincenti che ha segnalato la necessità di un approfondimento della materia. E dai consiglieri di opposizione la promessa che saranno raccolte le firme per chiedere un consiglio ad hoc sulle bioenergie. Anche perché la Regione Emilia Romagna ha deliberato lo scorso anno l'intendimento «di incentivare la loro diffusione e la Regione - è stato detto - è titolata, ad avviare la valutazione di questi progetti». Di energia si tornerà a parlare il 17 novembre nel consiglio programmato per dire no a un nuovo nucleare a Caorso.
a.le.
