Data: 29/09/2009
piacenza - Il punto più atteso è stato illustrato dal consigliere di Italia dei Valori Samuele Raggi che nel suo intervento ha ripercorso le tappe che hanno portato alla presentazione della mozione di sfiducia all'assessore Pierpaolo Gallini. «Abbiamo posto domande a cui non sono state fornite risposte: quale sia stata la vicenda giudiziaria che aveva riguardato Gallini, se la stessa avesse coinvolto la pubblica amministrazione, chi altri fosse stato coinvolto e quali reati vennero contestati e l'esito della stessa. Abbiamo anche chiesto - ha aggiunto Raggi - se la suddetta vicenda giudiziaria fosse nota al momento dell'assegnazione delle deleghe. Tutto questo per un'elementare esigenza di trasparenza a cui avrebbe dovuto far seguito un doveroso chiarimento».
Giampaolo Speroni (Scelgo Boiardi) ha ringraziato Raggi pèer aver dato la possibilità di sviscerare questa vicenda, «Ma - ha aggiunto - ora basta col caso Gallini. La Provincia si deve occupare di cose più importanti». Ha parlato di «una mozione basata sul "nientissimo", parole che ledono l'onorabilità di Gallini» il consigliere del Pdl Tommaso Foti che ha sferrato un duro attacco a Italia dei Valori. «Una cosa è far battaglia politica altro è l'attacco alla persona. Si parla di "condanna", ma la vicenda va inquadrata nel contesto temporale corretto e il patteggiamento, secondo le leggi del periodo, non era ammissione di colpa». L'altro elemento rimarcato dal consigliere è il «Voto di scambio. Il patteggiamento ha riguardato una violazione della legge elettorale. E non ci sono neppure reati contro la pubblica amministrazione - ha segnalato Foti - nel qual caso, quest'ultima, si sarebbe costituita parte civile».
Il capogruppo del Pd Marco Bergonzi ha affidato alla lettura di un documento la posizione del gruppo. «E' tempo di chiudere definitivamente la vicenda la nomina dell'assessore va inquadrata nella dimensione che gli è propria: la responsabilità politica del presidente». Secondo Bergonzi «Se restano da salvaguardare i valori di riferimento per il Pd secondo cui, per qualsiasi reato commesso da un uomo politico, si deve prevedere un aggravio della sanzione perché non infrange solo la legge, ma mina e incrina la credibilità e l'autorevolezza della politica e la fiducia nelle istituzioni, si deve anche tenere conto che si parla di una vicenda che risale a 20 anni fa su cui la giustizia ha già svolto il suo corso». Bergonzi rivolto alle componenti del centro destra ha attaccato chi «da giustizialista è diventato estremamente garantista» ed ha invitato «a esprimere opinioni non condizionate dall'appartenenza politica». «Piena fiducia alla maggioranza e al presidente perché prosegua nel lavoro di realizzazione del programma» è venuta poi dal capogruppo della Lega Nord Stefano Cavalli. Un lungo intervento scritto letto dal consigliere dell'Udc Bruno Ferrari che ha parlato «Di tentativo di dell'Idv di recuperare visibilità». Ha citato poi un intervento di Enrico Zoino, esponente di Italia dei valori in cui «Si domandava - ha segnalato Ferrari - "a cosa serve questo gioco al massacro, questo dalli all'untore? " Invitiamo i dipietristi - ha aggiunto Ferrari - ad una maggiore umiltà. Chiedete al sindaco di Piacenza di verificare se nel passato di qualche assessore vi siano episodi che dovrebbero indurre gli interessati, per opportunità politica e amminstrativa, a rinunciare all'incarico di giunta».
Attestato di stima a Pierpaolo Gallini da Luigi Francesconi: «Ha tutto il diritto di sedere su questi banchi da assessore. Mi scuso con lui - ha aggiunto - per aver involontariamente dato il via a tutto questo». Per Gianluigi Boiardi «Gallini è legittimato a fare l'assessore. Il problema vero - ha detto - è che il presidente nega una parte della verità di questa storia. Perché non ha detto che sapeva? »
a. l.
