Data: 13/01/2011
SAN GIORGIO - Il Risorgimento piace. È stata finora alta l'affluenza di pubblico alla mostra organizzata a San Giorgio dall'Amministrazione comunale per festeggiare il 150° anniversario dell'Unità d'Italia. La ricca rassegna di documenti, testimonianze, quadri e oggetti dedicata a Giuseppe Verdi, Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi sarà aperta fino a domenica: un'occasione da non perdere, sia per gli appassionati di storia e di preziosi pezzi unici, sia per i semplici curiosi.
«Solo chi ha memoria delle proprie origini - ha sottolineato il sindaco di San Giorgio Giancarlo Tagliaferri durante l'inaugurazione della mostra - può guardare lucidamente al futuro con obiettività. Celebrare questa ricorrenza non è solo un dovere istituzionale, ma è anche un piacere e un onore. I concetti di patria, nazione e bandiera non devono essere visti come barriere ma come capisaldi per un mondo più solidale e unito nel rispetto delle identità e individualità nazionali e amore per i valori autentici che il nostro Paese ci ha donato».
Folta la rappresentanza di autorità civili e militari presenti al taglio del nastro nella splendida cornice del Salone d'onore, tra cui l'on. Tommaso Foti, il questore Michele Rosato, il presidente della Provincia Massimo Trespidi, il comandante del 50° Stormo Enrico Degni e vari sindaci.
L'inaugurazione è stata impreziosita dall'ascolto della versione integrale dell'inno nazionale, con cui si è aperta la cerimonia. In tanti hanno cantato, grazie anche al fatto che - a ricordo della mostra - l'amministrazione ha regalato a tutti i presenti il testo del brano.
Il percorso espositivo della mostra I protagonisti del Risorgimento - ha poi spiegato il curatore Daniele Tomasini - coglie alcuni aspetti meno noti dei tre patrioti mediante lettere, documenti, dipinti e oggetti. Armi d'epoca (pistole da duello e mazze ferrate) introducono il visitatore nel pieno dell'epoca in cui il nostro Paese combatteva per diventare nazione. Contro Mazzini, si trova esempio di mandati di cattura della polizia pontificia nel 1830. La figura di Garibaldi appare ben tracciata in una lettera in cui il condottiero esortava i giovani italiani ad addestrarsi all'uso delle armi per poter difendere il proprio Paese. Del generale la mostra ospita anche alcuni suggestivi dipinti opera del pittore dell'epoca Angelo Scaravella di Monticelli. Alcuni carteggi evidenziano poi come l'eroe in camicia rossa apprese la tecnica della guerriglia in Sud America per poi applicarne le nozioni durante le guerre risorgimentali.
Commovente è una lettera verdiana, scritta al tempo delle battaglie di San Martino e Solferino, con la quale il compositore invita i propri concittadini a una sottoscrizione a favore delle famiglie povere. Del resto, già con Nabucco del 1842, Verdi iniziò a esercitare un'azione politica con la sua musica. Proprio dell'opera dedicata al re babilonese la rassegna sangiorgina propone alcuni libretti originali, come di altri capolavori del maestro di Roncole. Altro pezzo significativo è la scritta che compare sul retro di una tassa sul macinato, introdotta nel 1867 dal ministro delle finanze Quintino Sella, con il contadino cremonese Giovanni Gatti che annotava: "Ieri ho pagato la tassa sul macinato e devo dire che questi italiani sono tiranni! ".
«Con questa mostra - è stata la sottolineatura dell'assessore Samuele Uttini - prosegue l'impegno dell'amministrazione in ambito culturale. È importante ricordare il nostro passato per guardare con serenità al futuro, in particolare per noi giovani è essenziale non rinnegare le nostre tradizioni ma anzi essere coscienti delle nostre origini per essere in grado di costruire un'Italia migliore».
La mostra può essere visitata dalle 16 alle 19 nei giorni feriali e dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19 nei festivi.
Silvia Barbieri
