Data: 05/11/2009
Un questionario per approfondire. Poiché «non c'è libertà se non c'è memoria storica». E poi tre libri, che sviscerano, riverberano, rispecchiano l'«oppressione dei regimi comunisti del Ventesimo secolo»: Imperium, del reporter-viaggiatore Ryszard Kapuscinski, I testimoni dell'agnello, di Romano Scalfi, e Una giornata di Ivan Denisovic, di Aleksandr Sol?enicyn. Sono questi i passi di un'iniziativa coordinata da Giovani padani e Giovane Italia del Pdl per avvicinarsi al 9 novembre 2009, ventennale della caduta del muro di Berlino. I giorni precedenti, infatti, domani l'altro, sabato 7, e domenica 8, i ragazzi dei due partiti si riuniranno in gazebo comuni per distribuire agli adolescenti degli agili di questionari sulla storia delle strutture totalitarie rosse. «È un modo - dicono Sabrina Fummi ed Erika Opizzi (Pdl) e Thomas Pagani (Lega Nord) - per far conoscere di più agli adolescenti un periodo oscuro della storia mondiale. I dati sulle risposte, poi, verranno elaborati e presentati». Un banchetto ci sarà durante tutta la giornata di sabato davanti allo scientifico Respighi; un altro, al mattino, sarà posizionato sotto i portici di piazza Duomo, spostandosi al pomeriggio sul Corso in angolo via Nova; la domenica, invece, sarà possibile trovare il gazebo dalle 15 alle 19 nei pressi della sede dell'Inps accanto a piazza Cavalli. Non solo. I tre testi verranno proposti ai ragazzi, e saranno donati a tutte le scuole superiori di Piacenza. A corollario storico, i gazebo avranno anche fotografie d'epoca con stralci di vita tratte dai gulag, i campi di lavoro forzato in Unione Sovietica. L'iniziativa è stata presentata ieri nella sede della Provincia. Lunedì, tra le altre cose, proprio in consiglio provinciale, con una mozione di Tommaso Foti (Pdl) si discuterà della ricorrenza, istituita per legge come «Giorno della libertà»: «Si ribadisce - commenta il parlamentare azzurro -, quanto i regimi dittatoriali siano inconcepibili con la libertà». Il presidente della Provincia Massimo Trespidi, poi, s'aggrega a Foti nel ricordare le figure «fondanti» per la spinta diplomatica che portò alla caduta del muro berlinese - «Reagan, Gorbaciov, papa Paolo Giovanni II» -, tratteggiando la «terribile sensazione» della Cortina di ferro: «Nei numerosi pellegrinaggi a Czestochowa - continua Trespidi -, potei notare chiaramente il pesante clima d'oppressione che vigeva in Polonia negli anni Ottanta». Il parlamentare del Carroccio Massimo Polledri rimarca «l'unitarietà» tra Lega e Pdl nel rendere onore alla ricorrenza, una commemorazione che sancisce la fine «di uno dei peggiori regimi che la storia ricordi»: «La conoscenza storica è fondamentale. E la storia si studia. È un modo per imparare dagli errori e non ripeterli».
Alessandro Rovellini
