Data: 02/10/2010
Se non è una sentenza, poco ci manca. Anche il Pdl si unisce al coro di chi dice no al potenziamento dell'inceneritore di Borgoforte da 120mila a 136mila tonnellate annue di rifiuti bruciati, come chiesto da Tecnoborgo alla Provincia. Dopo IdV, Legambiente e Lega, arriva la pubblica presa di posizione contraria del consigliere provinciale e deputato Pdl Tommaso Foti. E poiché Pdl e Carroccio sono le due forze principali che sostengono l'amministrazione del presidente Massimo Trespidi, sembra tutta in salita la pratica depositata da Tecnoborgo.
«Non è che si pensa ad ampliare l'impianto di Borgoforte - chiede Foti - per andare a prendere i rifiuti prodotti dalle altre province? Giustificare questa richiesta con la necessità di potenziare la rete del teleriscaldamento, in modo da raggiungere seimila nuovi appartamenti, mi pare assolutamente debole, se non risibile. Seguendo questa strada, allora, con un aumento futuro ulteriore di utenze e di teleriscaldamento, si continuerà a chiedere all'infinito implementazioni dell'impianto con le conseguenze che tutto ciò comporta». Foti, che assieme ad altri esponenti di centrodestra tra cui Trespidi e l'attuale assessore provinciale Andrea Paparo nel 2007 si disse contrario a un'analoga richiesta (poi bocciata dalla giunta Boiardi) ripercorre la storia dell'impianto: «Il dimensionamento progettuale dell'inceneritore di Borgoforte era di 105mila tonnellate, così come voluto dai soci francesi in base al calcolo dei rifiuti prodotti dalla popolazione della nostra provincia, valutando il residuo al netto della raccolta differenziata. Senza considerare che la differenziata passò, negli anni di amministrazione Guidotti di centrodestra dal 26 al 40%, l'impianto venne successivamente ampliato dalla giunta Boiardi fino a 120mila tonnellate. Questa quota veniva considerata la capacità massima per l'utilizzo dell'impianto: pensare oggi di portarla a 136mila tonnellate, al di là dei dubbi sulla reale necessità, mi pare un'operazione assolutamente complicata». Oggi l'IdV effettuerà un volantinaggio in centro storico contro l'ampliamento, mentre il consigliere regionale Giovanni Favia (Movimento 5 stelle) ha rivolto una interrogazione alla giunta Errani per chiedere alla Regione di respingere la richiesta avanzata da Tecnoborgo: «La scelta di un rafforzamento della linea di combustione contribuirebbe ad aggiungere carichi inquinanti aggiuntivi nell'aria ed andrebbe a contrastare con le priorità d'intervento richieste dall'Unione europea di maggiore riduzione e riciclo di rifiuti sia solidi urbani che industriali».
Mir
