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incontro in provincia Sul tappeto emergenza acqua, dighe e il caso Brugneto«Il nuovo consorzio di bonifica unico consentirà
una gestione più razionale dei problemi idrici»

Data: 31/10/2009

piacenza - Rappresentanti di Provincia e Consorzio di Bonifica di Piacenza riuniti ieri per la prima volta attorno allo stesso tavolo. Si trattava infatti del primo incontro da quando i due ex Consorzi Levante e Ponente sono stati uniti in un ente unico. All'incontro, nato da una proposta del consigliere provinciale Maurizio Villa, hanno partecipato i capigruppo della commissione per la programmazione e lo sviluppo del territorio, il presidente del Consorzio Fausto Zermani e i direttori degli ex Consorzi, Filippo Volpi (Levante) e Roberto Ceruti (Ponente). Sono stati diversi i temi trattati: dagli invasi artificiali alle tasse di bonifica, fino alla questione dell'emergenza idrica nei mesi estivi. «L'unione dei consorzi va vista in un'ottica di maggior razionalizzazione, che va anche di pari passo con la conoscenza del territorio» ha spiegato Zermani. «Il bacino idrografico va gestito nella sua in complessità, con un particolare occhio alla montagna: quello che non viene ben gestito a monte, poi si ripercuote a valle» dice, sottolineando che anche sul cosiddetto "deflusso minimo vitale" dei fiumi c'è stata «una visione forzata: non si può applicare la stessa percentuale (l'8% della portata) indistintamente per il Po (dove ha un senso) e per i nostri torrenti. Il Trebbia paga il fatto di non avere un invaso a monte, come invece i nostri nonni hanno fatto con grande lungimiranza nel caso del Molato e di Mignano».
Così il discorso è scivolato sull'invaso del Brugneto e sulla guerra dell'acqua con Genova. «Il contratto è ora in scadenza» ha detto il consigliere Bergonzi. «Dovremo difenderlo con i denti, perché non è giusto ragionare in maniera amministrativa quando il territorio è unico».
Tommaso Foti ha espresso qualche perplessità sulla gestione "turistica" della diga del Molato che «attualmente sembra un po' abbandonata a se stessa». Zermani ha risposto sottolineando la necessità dell'intervento di un ente privato per la gestione del vicino bar e delle barche o pedalò per la futura navigazione del bacino idrico (già in fase di sperimentazione). La questione si è poi spostata sul tema dei tributi, sollevato da Coppolino e Ferrari. «È giusto che la gente paghi solo le tasse per servizi di cui usufruisce direttamente o che possano arrecare benefici a immobili o terreni di proprietà». La legislazione, hanno aggiunto, già prevede che non ci siano discriminazioni in questo senso.
Cristian Brusamonti

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