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Incrocio della Bonina, soluzioni al vaglio
Zangrandi: le nostre richieste inascoltate

Data: 05/08/2010

CALENDASCO - Qualche ipotesi su come migliorare la situazione all'incrocio della Bonina - teatro da tempo di diversi incidenti tra cui quello costato la vita a Maria Grazia Colla - potrebbe arrivare prima di Ferragosto. «La Provincia sta valutando alcune soluzioni da realizzare nell'immediato, insieme ad altre dai tempi più lunghi ma che dovrebbero essere risolutive del problema», racconta il sindaco di Rottofreno e consigliere provinciale, Giulio Maserati. L'assessore provinciale Sergio Bursi, mi ha detto che nei prossimi giorni saranno presentati ai Comuni di Rottofreno e Calendasco alcuni progetti su come sanare questa delicata e rischiosa situazione. Al vaglio dei tecnici provinciali ci sono alcune idee». Come si diceva al termine del sopralluogo alla Bonina di lunedì mattina - da parte di Tommaso Foti e dell'assessore Bursi - le prime soluzioni potrebbero essere «segnali lampeggianti che avvertono dell'incrocio pericoloso, nuova cartellonistica e taglio delle siepi che impediscono la visuale da alcuni punti del crocevia - dice Maserati -. Questo, almeno, verrà fatto inizialmente, in attesa di opere più radicali. Mi riferisco alla rotonda che dovrebbe essere fatta al posto dell'incrocio della Bonina. Le Ferrovie dello Stato finanzierebbero l'opera, togliendo il vicino passaggio a livello e creando un sottopassaggio riservato a pedoni e biciclette. Le auto, quindi, dovrebbero oltrepassare i binari in un altro punto del comune di Rottofreno, non ancora precisato». Maserati, poi, fa una precisazione: «Secondo alcuni accordi presi anni fa, il tratto di strada dove c'è l'incrocio delle Bonina è di competenza e gestione del Comune di Calendasco. Rottofreno si deve occupare della parte di strada che da località Tempio di Sotto arriva di poco fuori l'abitato di Santimento. A conti fatti, l'incrocio dove sono successi tanti e tristi incidenti non riguarderebbe il comune di Rottofreno ma solo quello di Calendasco e la Provincia. Tuttavia, la nostra amministrazione fornirà tutto l'aiuto possibile per migliorare le cose». Il sindaco di Calendasco, Francesco Zangrandi, ricorda come «sei anni fa, la nostra amministrazione, con quella di Rottofreno, chiese alla Provincia di fare qualcosa per mettere in sicurezza l'incrocio. Dal palazzo di via Garbaldi risposero che, per motivi tecnici, non si poteva fare nulla - prosegue il primo cittadino di Calendasco. Anche l'anno scorso, con la nuova amministrazione provinciale, il nostro comune ha provato a chiedere se fosse possibile fare qualcosa. Ci dissero che bisognava aspettare la Ferrovie dello Stato perché la zona era soggetta ad una riqualificazione generale ad opera loro. Non abbiamo mai trascurato l'incrocio della Bonina e quello che potevamo fare è stato fatto. Penso che il perno centrale sia anche questo: le persone dovrebbero imparare a moderare la velocità».
Riccardo Delfanti

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