Camera

Intergas-Cile, «La gravità della situazione non può sfuggire»

Data: 21/02/2005

Ancora i Garilli agli onori della cronaca. Questa volta, a far discutere, sono le sventure cilene dell'Intergas, società energetica che appartiene a Stefano. Nei giorni scorsi Tommaso Foti, parlamentare piacentino in quota An, ha presentato un'interrogazione al capo del Governo e al ministro degli Affari esteri per far luce su una vicenda dai contorni quantomeno sospetti.
Intergas ha sviluppato un progetto per metanizzare il Sud del Cile: 650 chilometri di metanodotti, da Chillan a Puerto Mont, un investimento che vale 250 milioni di dollari. I problemi della società sono cominciati quasi due anni fa, quando l'Authority cilena ha permesso a un'azienda concorrente di costruire un gasdotto lungo 23 chilometri nella stessa zona, ma senza alcuna concessione. L'imprenditore italiano si è rivolto alla giustizia; per tutta risposta - come riporta Foti nell'interrogazione - l'Authority ha condonato l'opera, mutando l'interpretazione della legge in vigore.
Non è finita: nel 2003 Intergas ha denunciato pratiche di pubblicità ingannevole nei propri confronti. Le imprese concorrenti, attraverso i media, avrebbero chiaramente lasciato intendere che il gas distribuito dalla società di Garilli, avendo meno chilo calorie, sarebbe di qualità inferiore. Una constatazione priva del minimo fondamento scientifico, che ha danneggiato fortemente Intergas. Gli organismi pubblici, anche in questo caso, hanno perpetuato atteggiamenti di protezionismo economico.
Le discriminazioni non sono finite. Intergas ha denunciato all'Authority pratiche poco ortodosse nella politica dei prezzi attuate dalle aziende cilene, pratiche costantemente ignorate dalla legge.
L'ultimo capitolo della saga risale a pochi mesi fa. Intergas aveva costruito una serie di gasdotti per collegare il Cile all'Argentina. Ma, dopo la crisi economica che ha colpito il Sud America negli ultimi anni, l'autorizzazione ad esportare il gas è stata bloccata.
La società, ricorda Foti, aveva programmato l'intervento «in ragione del protocollo del gas sottoscritto dal Governo cileno con l'Argentina, senza il quale sarebbero venute meno le ragioni per realizzare investimenti nel settore del gas in Cile».
Foti ha chiesto al ministro degli Affari esteri di di tutelare gli interessi degli imprenditori italiani, e al presidente del Consiglio di intervenire nella vicenda dell'Intergas: la gravità della situazione è manifesta, la vicenda può scoraggiare gli investimenti del nostro Paese in Cile.

da La Cronaca

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