Camera

Ipsia, i prof difendono
le scritte anti-Gelmini

Data: 01/11/2008

(perg) Il collegio docenti dell'Ipsia difende la libertà di appendere striscioni davanti alle scuole ed «esprime la sua profonda contrarietà all'ordine di rimozione dei cartelli con la scritta "difendiamo la scuola pubblica da impoverimento, individualismo, ineguaglianza"».
Tommaso Foti, parlamentare del PdL, nei giorni scorsi, quando numerosi striscioni con questa frase erano stati appesi davanti alle scuole, si era adoperato con successo affinché poliziotti e vigili urbani rimuovessero dalle facciate e dai cancelli queste manifestazioni di dissenso pubblico nei confronti della legge Gelmini sulla scuola.
Le forze di polizia erano prontamente intervenute il giorno dopo togliendo gli striscioni.
Ora i docenti dell'Ipsia hanno votato un documento (30 favorevoli, 11 astenuti e 1 contrario) in merito alla rimozione di quanto appeso sul muro del loro istituto.
I professori sostengono che la rimozione dello striscione, come di altri davanti ad altre scuole cittadine, «rappresenti una grave limitazione del diritto di libertà di espressione e costituisca una violazione dell'articolo 21 della Costituzione, qualunque sia la normativa addotta per giustificare questo intervento censorio».
Secondo i docenti la scuola è un luogo dove, attraverso il confronto e il dialogo, si forma lo spirito critico dell'individuo e che la libertà d'espressione è il fondamento del rapporto educativo in una società democratica.
Scrivono i professori: «La manifestazione civile del dissenso nei confronti di qualunque proposta, anche di una proposta di legge, non può essere soggetta a censura. Nessuno ha impedito ai sostenitori della proposta di riforma di esporre cartelli per motivare la loro posizione se lo ritenevano opportuno».
Concludono: «Una proposta di riforma della scuola si deve poter dibattere apertamente all'interno della scuola stessa, tra coloro che ne fanno parte in quanto docenti, personale non docente, studenti, genitori. Continueremo a discutere la riforma della scuola all'interno del nostro istituto, confrontandoci con colleghi, genitori e studenti e a manifestare in modo civile il nostro dissenso in tutte le forme possibili».
Stefano Angelillo, collaboratore del preside dell'Ipsia: «Quella mozione la condivido e l'ho votata. Però non vorrei che si creassero ulteriori polemiche oltre a quelle che già ci sono. Non credo che per uno striscione, che non era offensivo nei confronti di nessuno, si debbano fare tutte queste polemiche e che debba essere tolto».

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TommasoFoti
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