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La Lega archivia le ronde: non servono più

Data: 11/08/2009

(mir) Un primo effetto i militari impegnati nelle strade cittadine lo hanno già avuto: i Giovani padani, molto soddisfatti del provvedimento deciso dal governo anche per Piacenza, hanno deciso di non organizzare più le "ronde", tra l'altro rese meno agevoli dal recente "pacchetto sicurezza".
«Fino a quando ci saranno le pattuglie con i soldati e le forze dell'ordine a presidiare le zone più critiche della città - spiega Lorenzo Gregori - non ne vediamo la necessità, mentre in passato a nostro avviso c'era effettivamente bisogno».
Ma è tutta la Lega nord a salutare con entusiasmo la partenza dell'operazione tra le nostre strade. Il parlamentare Massimo Polledri, il presidente del consiglio provinciale Roberto Pasquali e altri esponenti del Carroccio ieri pomeriggio hanno donato a una pattuglia un mazzo di fiori destinato al tenente Federica Luciani, che comanda i militari. «Un gesto di benvenuto e di ringraziamento - hanno spiegato - per il prezioso servizio che prestano al fine di garantire la tranquillità ai cittadini, soprattutto in quelle zone in cui la percezione di sicurezza appare ancora scarsa. Il fatto che a guidare i soldati ci sia una donna rappresenta un valore aggiunto, siamo certi che sarà un grande successo, a tutto vantaggio dei piacentini».
La Lega nord non vuole però caratterizzare politicamente l'iniziativa: «Il nostro saluto ai pontieri e alle forze dell'ordine non ha colore, è fatto con il cuore in qualità di semplici cittadini. Possiamo sottolineare che si tratta di una promessa elettorale che è stata mantenuta, credo che tutti saranno soddisfatto se finalmente si potrà passeggiare senza rischi in ogni zona di Piacenza».
Meno conciliante la presidente dell'associazione Amici dei giardini Margherita Giovanna Ferrari, che ha criticato la mancata accoglienza ai militari del sindaco Roberto Reggi.
Auguri di buon lavoro a tutto il personale impegnato anche dal parlamentare piacentino Tommaso Foti (Pdl): «Oggi non è il giorno né delle polemiche, né delle rivincite - afferma riferendosi a qualche scintilla dei giorni scorsi con lo stesso Reggi - ma della collaborazione di tutti i cittadini con il personale in divisa impegnato per contribuire a rendere sempre più sicura e vivibile la nostra terra». Il consigliere comunale Giuseppe Caruso (Pdl) ribadisce il sostegno all'operazione: «Le polemiche che hanno accompagnato questo provvedimento voluto dal governo sono strumentali e sterili, perché il numero maggiore di pattugliamenti nei quartieri delle città sono uno dei mezzi più efficaci per prevenire e reprimere episodi di microdelinquenza, ma anche crimini più gravi che ormai da anni minano la vita sociale italiana. E' dimostrato, infatti, da tutte le statistiche e dai dati emersi in diversi territori italiani, che dove c'è già stata la presenza dei militari la percentuale relativa ad atti di delinquenza è diminuita a tutti i livelli. In momenti di crisi come questo - conclude - vedere gli appartenenti all'esercito, impiegati per il bene della collettività, rincuora decisamente i cittadini che si sentono al centro dell'attenzione dei pubblici amministratori, di quelli che vogliono prevenire e reprimere i comportamenti criminali ed assicurare la massima tutela del nostro territorio».

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