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La "Milano da bere" mangia piacentino

Data: 25/03/2009

«Ueh, "testina", senti sto' salame che delirio!» Via Vincenzo Monti, a due passi dal Castello Sforzesco. L'atmosfera - e i dialoghi - sono quelli della "Milano da bere", ma i sapori sono piacentini doc. Come i colori, bianco e rosso. Come la voce di Flaviano Labò - che diffonde in modo soft romanze indimenticabili - e come le immagini della nostre piazze e delle nostre colline, che scorrono su grandi schermi al plasma.
I bauscia si ubriacano dei profumi e sapori di un'enogastronomia ruspante, ma di eccellente qualità: la pistè ad grass, la "cicciolata", i salumi, i tortelli con la coda e i pisarei e fasò, il Gutturnio e l'Ortrugo. Apre il primo ristorante della neonata catena di "osterie piacentine" il cui nome - "Pane e Salame" - è già una ghiotta promessa. Accanto, un negozio di gastronomia - la "Botiga" - per gli irriducibili del take away.
Tagliano il nastro l'assessore al commercio di Piacenza, Sabrina Freda, ed il vice presidente della Camera dei Deputati, Maurizio Lupi, che sottolinea il valore dell'evento: «In tempi di crisi come questi, la nascita di un'iniziativa imprenditoriale così qualificata, con posti di lavoro destinati ai giovani ed una significativa proiezione sul mercato milanese, è un segnale importante». E all'amministratore delegato di "Pane e Salame", Luigi Morini, che spera di ritagliarsi uno spazio nella grande partita di Expo 2015, Lupi risponde: «L'Expo non sarà un evento solo per Milano, ma per tutto il Paese e in particolare per le realtà territoriali vicine, Piacenza compresa». L'assessore Sabrina Freda, il parlamentare Tommaso Foti ed il candidato di centrodestra alle prossime Provinciali, Massimo Trespidi, salutano con un coro bipartisan l'evento: «Questo sì che è marketing territoriale».
All'interno e nel buffet allestito sul trottoir di via Vincenzo Monti, centinaia di milanesi golosi, ma anche tante facce nostrane: il razdur della Famiglia Piasinteina, Danilo Anelli, il consigliere dell'Accademia della Cucina piacentina, "Salvino" Dattilo; rappresentanti delle cantine e delle aziende che forniscono le ghiotte materie prime.
«Qui è tutto piacentino - ci tiene a precisare Luigi Morini, milanese di nascita ma piacentino nel Dna, che ha "imbarcato" nell'impresa altri due valdardesi, Danilo Trenchi e Mario Maffini - i tavoli sono fatti a Grazzano Visconti, il "team" che ha materialmente costruito il locale, perfino gli imbianchini». Piacentino è il creatore del marchio "Pane e Salame", Nicola Belotti, come l'enogastronomo responsabile della qualità di tutto quello che viene servito in tavola, Corrado Astrua; piacentina la progettista del locale, Benedetta Morini (coadiuvata da Marco Civardi) come i cuochi e i camerieri dell'Istituto alberghiero "Raineri Marcora".
Il progetto è di far breccia nei palati meneghini, moltiplicare i locali "Pane e Salame" sotto la Madonnina e - perché no? - esportarli a Tokio e a Londra. Ma questi sono obiettivi di lungo corso. Più vicina e concreta - spiegano Morini e i componenti del suo giovane team - è la realizzazione di un network - "Casa Piacenza" - e di un marchio di qualità che identifichi e certifichi tutti i prodotti piacentini"Pane e Salame". «L'obiettivo principale - conclude il "patron" dell'iniziativa - è di tenere saldo il timone della qualità e della genuinità, ma anche di migliorare il marketing dell'enogastronomia piacentina, che non teme confronti con nessuno, ma deve essere "comunicata" meglio».
Giorgio Lambri
giorgio.lambri@liberta.it

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