Data: 09/08/2009
Due novità molto positive in altrettanti giorni per il ripristino del collegamento tra la sponda piacentina e quella lodigiana del fiume Po. Venerdì è arrivata l'aggiudicazione da parte di Anas della gara per la realizzazione di un viadotto provvisorio, ieri la Procura della Repubblica di Lodi ha dissequestrato il ponte stradale, a cui aveva messo i sigilli dopo il crollo dello scorso 30 aprile.
Una notizia attesa già da qualche giorno, che di fatto sblocca anche la "partita" più importante, quella della ricostruzione dell'infrastruttura. Ora non ci sono più impedimenti formali all'abbattimento e al rifacimento dell'opera, ma il percorso deve rispettare i tempi della burocrazia: occorrerà quindi aspettare ancora qualche settimana prima del via libera all'iter di assegnazione dell'appalto alla ditta che si occuperà della demolizione del ponte crollato e della costruzione di quello nuovo.
Il professor Michele Mele ha già consegnato nelle mani di Anas il progetto che sarà oggetto del bando di concorso per la realizzazione della nuova infrastruttura, ma la gara potrà partire una volta espletate tutte le procedure del caso (a partire dalla valutazione di impatto ambientale), che richiedono tempi tecnici da rispettare nonostante la concessione da parte della Presidenza del Consiglio della procedura di emergenza che consente di velocizzare la pratica.
Ma il dissequestro rappresenta anche un'importante tappa della vicenda giudiziaria, che vede indagati per il cedimento del 30 aprile sedici tra funzionari e ex funzionari di Anas che negli ultimi 15 anni hanno avuto competenza sul ponte piacentino.
Nei giorni scorsi gli esperti nominati dal tribunale di Lodi hanno consegnato una perizia (la terza in mano agli inquirenti) sugli eventuali spostamenti dei piloni di sostegno a causa della piena del fiume Po, una delle possibili motivazioni con cui spiegare il cedimento. Secondo il pm Delia Anibaldi gli approfondimenti sulla struttura ceduta e sulla golena sottostante sono sufficienti ai fini dell'inchiesta che sta conducendo, ragion per cui il cantiere può tranquillamente partire.
Una notizia commentata positivamente dal parlamentare piacentino Tommaso Foti (Pdl). «Sono decisamente lieto per la decisione della Procura di Lodi - afferma - visto che dai prossimi giorni Anas potrà attivare le procedure per la rimozione della struttura crollata e, quindi, operare nelle migliori condizioni possibili per ridare alle province di Piacenza e Lodi quel collegamento indispensabile che è rappresentato dal ponte sul Po.
Sono convinto - aggiunge - che il commissario straordinario nominato dal Presidente del Consiglio si attiverà con il dovuto tempismo per raggiungere detto obiettivo. L'ultimo tassello che oggi manca ancora - conclude Foti - è il progetto esecutivo indispensabile per la realizzazione dell'opera, ma il rigoroso rispetto da parte di Anas dei tempi fino ad oggi prefissati mi fanno ben pensare».
Prima della nuova opera, però, vedrà la luce quella provvisoria, che dovrà durare almeno 14 mesi: venerdì l'aggiudicazione dell'appalto alla cordata Solidus-Cimolai, che hanno offerto una sensibile riduzione (30 giorni) sui temi di realizzazione (scadenza quindi a metà ottobre. Il Comune dovrà quindi parzialmente ridefinire il cronoprogramma delle opere viabilistiche indispensabili per garantire l'accesso al ponte galleggiante, fissato sull'argine in corrispondenza dell'ex scalo della Map.
Michele Rancati
