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La Provincia apre le porte alla diga

Data: 26/05/2010

piacenza - Nel Piano territoriale che verrà si apre la porta all'ipotesi di una riserva d'acqua. Una diga. «Del resto, una tale ipotesi faceva già parte delle conclusioni del Tavolo del Trebbia che ha chiuso i lavori già alcuni anni fa». La sottolineatura sia da parte dell'assessore Patrizia Barbieri sia dei tecnici che hanno preso parte alla terza tappa delle commissioni conoscitive sul piano territoriale. Ieri pomeriggio è proseguito, infatti, l'esame del parere sulle osservazioni presentate al corposo documento che, secondo la tabella di marcia stabilita, dovrebbe approdare in consiglio provinciale il 18 giugno prossimo per la prima seduta prima dell'approvazione finale. Il terzo appuntamento, (un'altra commissione è fissata per martedì 8 giugno alle 15 prima di quella in cui il documento sarà votato) ha preso in esame le cave, il dissesto del territorio e il tema dell'acqua. L'aspetto più rilevante che emerge dall'esposizione riguarda appunto il tema dell'acqua con il parere favorevole che viene sancito, in fase istruttoria, all'osservazione presentata dal consigliere Tommaso Foti in cui si chiede di indicare la realizzazione di invasi, con studi già in corso, tra le misure di tutela quantitativa delle acque. Il documento - è stato detto - già contiene tale possibilità che comunque viene ulteriormente esplicitato con l'accoglimento dell'osservazione suggerita. «Quindi una diga sul Trebbia? » Ha chiesto il consigliere Gianluigi Boiardi. «Nessuna localizzazione, si prende in considerazione l'ipotesi - ha replicato l'assessore Barbieri - è un'indagine che va approfondita». Veloce la discussione su tutti i punti analizzati. Riguardo all'acqua un parere favorevole - ha spiegato la dott. Adalgisa Torselli - per l'accoglimento anche per la proposta avanzata dal Consorzio di bonifica che consente la deroga temporanea del deflusso minimo vitale nelle zone riconosciute dalla Regione come aree che presentano deficit idrico o aree a ricorrente crisi idrica per uso irriguo. Diverse le osservazioni su questo tema anche da parte dei Comuni. Sfavorevole il parere alla richiesta di Fiorenzuola in cui si chiedeva di rivedere il divieto di captazione delle acque sotterranee intorno ai fontanili, respinta anche la richiesta di Caorso in cui si sollecitava la realizzazione di interventi di risanamento sul torrente Chiavenna, ma si tratta di interventi non di competenza del Ptcp secondo la valutazione emersa nella fase istruttoria.
Tra i temi in esame ieri, oltre all'acqua, anche le fasce fluviali e attività estrattive. Sotteso al Ptcp - ha richiamato Vittorio Silva nell'esposizione - un'intesa con l'autorità di bacino che permetterà al nuovo strumento di pianificazione, una volta in vigore, di svolgere anche le funzioni di Piano dell'autorità di bacino che disciplina dissesto e fasce fluviali. Segnalati due casi particolari su cui sono stati effettuati sopralluoghi rispetto a osservazioni presentate dai Comuni di Villanova e Cortemaggiore. Inversa l'indicazione emersa per la sponda destra dell'Arda. Se per Villanova l'area è passata in una classificazione con regole meno rigide (lavori eseguiti in questi anni sugli argini hanno reso possibile il passaggi oda fascia A a B3) per Cortemaggiore, invece, c'è stato il passaggio a un gradino superiore da fascia C a fascia B in quanto la verifica ha messo in evidenza - è stato ricordato - una persistenza di maggior pericolo dovuto al fatto che l'arginatura risulta incompleta. Riguardo al tema del dissesto quasi il 90 per cento delle osservazioni sono state presentate dal tecnico comunale di Pontedellolio e accolte nella quasi totalità. Quasi tutte rigettate, invece, le osservazioni in materia di attività estrattive proposte sia da ambientalisti da Comuni, consorzio e aziende. In gran parte la motivazione del rigetto è legato al fatto che la materia è regolamentata dal Piano delle attività estrattive. Un ultimo pacchetto di osservazioni su temi vari comprendeva anche una richiesta presentata da un'azienda francese in cui si parla di studio di fattibilità per un polo turistico che, potrebbe ricadere in un ambito con vincoli paesistici di cui si chiedeva la deroga. Richiesta respinta con la puntualizzazione che, con la programmazione comunale, possono aprirsi spazi per la destinazione di aree a funzioni extra agricole.
a. le.

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TommasoFoti
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