Data: 27/12/2010
Spirito di Natale sotto l'uscio. Trespidi, da corso Garibaldi, dice che la Provincia è sull'orlo di una crisi istituzionale con l'assessore regionale Sabrina Freda. Galeotto il fotovoltaico "selvaggio" sul territorio piacentino. Il presidente della Provincia aggiunge anche che, a causa delle invasioni di campo "investigative" della Freda, scriverà a Vasco Errani. «Trespidi può scrivere a Errani, a Reggi, anche a Santa Lucia e a Babbo Natale, le cose comunque non cambiano: quando si rivestono ruoli pubblici rispondere non è cortesia, ma un preciso e imprescindibile dovere». Parte così l'assessore Freda nelle sue dichiarazioni al vetriolo. Crisi istituzionale? «Mi sembra piuttosto che ci troviamo di fronte a una vera e propria crisi di nervi. Trespidi non regna su un altro Stato e non può sottrarsi alle legittime richieste di chiarimenti da parte di tecnici delle Regione che fanno soltanto il loro lavoro».
Ce n'è anche per l'onorevole Tommaso Foti del Pdl. «Da più lustri deputato della nostra maltrattata Repubblica, consigliere provinciale, consigliere comunale in quel di Pianello, nonché coordinatore locale del Pdl - prosegue la Freda - mi ha definita «una mantenuta della politica». La strategia è quella di "buttarla in caciara" per evitare di rispondere e confondere le acque».
La Provincia, come ente, ha avuto le «mani legate» di fronte al proliferare dei pannelli fotovoltaici su suolo agricolo? «È la Provincia che autorizza questi impianti - risponde la Freda - anche quando vanno ben oltre il limite dei 10.000 metri quadrati previsto dal comma 17 bis dell'articolo 99 del Ptcp».
L'articolo limita la dimensione degli impianti a terra in zona agricola fino a un massimo di un ettaro: «Cioè - precisa la Freda - 10.000 metri quadrati, che corrispondono circa a 500 KW, non ai 999,99 KW continuamente autorizzati. La direttiva ha efficacia a partire dall'adozione del Ptcp grazie al regime di salvaguardia e cioè dal 6 maggio 2009. L'amministrazione provinciale deve far rispettare la direttiva nei piani dei singoli Comuni».
Prendiamo ad esempio il caso del maxi impianto da 999 kw che dovrebbe sorgere nel Comune di Gazzola, a pochi metri dal castello: «In questo caso il Comune ha recepito il comma 17 bis nel Psc? E se non l'ha recepito la Provincia lo ha fatto rilevare nelle proprie riserve? Purtroppo non risulta. Le stesse domande - aggiunge l'assessore - si pongono anche per il Comune di Caorso, dove un comitato di cittadini ha deciso di rivolgersi a un legale per tutelarsi dai progetti di impianti fotovoltaici a terra. Sappiamo inoltre che sul proliferare dei campi coltivati a silicio è in corso a Piacenza un'indagine dei carabinieri».
Non finisce qui: «Perfino Legambiente - conclude la Freda - ha diffidato la Provincia. Mi sembra che, al di là degli isterismi, il presidente si debba porre qualche domanda».
Qualche domanda, intanto, sarà posta dal consigliere provinciale Samuele Raggi dell'Idv al presidente della Provincia Massimo Trespidi, nel prossimo consiglio. Oltre a quelle già citate, il capogruppo Idv chiederà «in quanti e quali casi a partire dalla piena efficacia della salvaguardia del comma 17 bis, questo è stato recepito all'interno degli strumenti urbanistici comunali riscontrati dall'amministrazione provinciale» e «in quali e quanti casi a fronte dell'inerzia dei Comuni la giunta, nella fase di esame dei piani comunali, ha espresso le proprie riserve».
La partita sulla green economy è tutt'altro che chiusa. E da verde si fa nera.
Elisa Malacalza
