Camera

la replica
siamo intervenuti anche
nella vicenda Cirio
Signor direttore,
sarebbe stato meglio se, prima di sproloquiare, la signora Gabriella Calza si fosse preoccupata di conoscere i fatti di cui scrive, ma che ignora totalmente

Data: 05/08/2008

la replica
siamo intervenuti anche
nella vicenda Cirio
Signor direttore,
sarebbe stato meglio se, prima di sproloquiare, la signora Gabriella Calza si fosse preoccupata di conoscere i fatti di cui scrive, ma che ignora totalmente. Non so se la lettrice viva o meno su Marte, ma mi auguro come che come ex dipendente Cirio, attualmente in mobilità, fosse molto più professionale di quanto si dimostra come lettrice (distratta e disinformata). Della vicenda dello stabilimento Cirio di San Polo ieri, come dell'abbattimento della fontana a San Giorgio oggi, sia chi scrive che il collega Polledri se ne sono occupati, eccome. Per quanto mi riguarda, non solo nel 2007, ma anche molto prima, come è facilmente verificabile consultando la rassegna stampa presente sul sito (www.tommasofoti.com). Quanto al 2007 ricordo che non solo il collega Polledri ed io lamentammo l'esclusione dei parlamentari dall'incontro tenutosi il 7 febbraio 2007 presso l'Amministrazione provinciale tra il suo Presidente e l'Amministratore di Conserve Italia Maurizio Gardini, ma che seguimmo costantemente, nei giorni seguenti, l'evoluzione dei fatti.
In particolare, chi scrive intervenne anche a due specifiche iniziative (le uniche alle quali venne invitato) riguardanti il caso Cirio: segnatamente martedì 13 Febbraio (all'incontro promosso dal Comune di Podenzano) e martedì 20 Febbraio (al consiglio provinciale aperto convocato dal Presidente Gualazzini). Che dire? Come scrive la signora Calza, il prossimo anno ci sono le elezioni provinciali e probabilmente anche lei si voleva mettere avanti con i lavori, disinformando i lettori. Peccato che certi pifferai, con chi scrive, partono sempre per suonare e finiscono suonati.
Tommaso Foti
Deputato Popolo della Libertà
Inutile pescare
Chi ha rubato
i pesci del Nure?
Gentile direttore, chi ha rubato i pesci del nostro torrente? E perché non li mettono in prigione se tutti sanno i loro nomi? Ma dovrebbero arrestare troppa gente e le prigioni non basterebbero più. Sono tanti i colpevoli: non solo quei pochi che, con gli scavatori e i camion, hanno massacrato il Nure, da una quarantina d'anni a questa parte. Toccherebbe colpire i mandanti e siamo tutti noi che abbiamo fatto le case, i capannoni, e gli Enti che hanno ammodernato e allargato le strade. Ma ora basta rubare il sangue, i muscoli, le ossa ed il cuore del nostro torrente. Se ci occorrono i sassi, la ghiaia e la sabbia prendiamoli da qualche altra parte. Dalle rocce dei monti, ad esempio. Certo, non distruggendo la Pietra Parcellara o i Sassi Neri a Farini, il che starebbe a significare aver cambiato la carta d'identità al Trebbia ed al Nure.
Basterebbe utilizzare i sassi grossi e le rocce più anonime, e dove sono più abbondanti. Qui ha ragione la Lega, a volere che i soldi delle tasse rimangano, di più, a livello locale. Si potrebbero fare le difese dei fiumi come quelle di una volta: ortogonali al torrente e non quelle stupide degli ultimi anni che, parallele alla corrente, hanno aumentato la velocità dell'acqua, contribuendo a rovinare i nostri bei ponti di Bettola e Carmiano. Oggi volevo andare a pescare ma mi è venuto il nervoso. Come al solito non prenderei niente, quando gli Enti competenti hanno incamerato i soldi della licenza. Dovrei usare la rete di mio padre, il bilancino (che adesso è proibito). Bisognerebbe modificare le maglie perché i pesci rimasti sono davvero in formato ridotto... inversamente proporzionali al costo della licenza, che aumenta ogni anno. Almeno abbinassero un "buono" per una scatoletta di tonno alla Coop... quella grande, però!
Daniele Inzaghi
passato e presente
Da Lugagnano (nord)
a Peschici (sud)
Caro direttore,
vorrei con questo mio scritto portare una piccola testimonianza alle perplessità del signor Ezio Pelino che in data 28 luglio in una sua lettera a "Libertà" citava Peschici, in provincia di Foggia, per ricordare l'incendio di un anno fa che devastò le sue bellissime coste e ci fu anche un'inchiesta che finì nel nulla, ma riporto testualmente le sue parole " ora con una cerimonia in piazza le autorità locali si assolvono e si premiano reciprocamente, riconoscimenti per tutti, grande serata con l'orchestra di Renzo Arbore con 800 posti a sedere riservati ai notabili, agli amici degli amici ecc... e a distanza molto a distanza dietro alle transenne c'era il popolo, e nessuno dei notabili ha citato i veri eroi, quei pescatori che han portato in salvo tanti turisti" e conclude tra virgolette "che il meridione non cambia proprio". Signor Ezio, il sottoscritto negli anni 70 ha fatto il cameriere in un grande albergo un po' fuori Peschici, l'Hotel Gusmay, per cui conosco bene la realtà, anche allora c'erano i notabili con i loro amici e facevano il bello e il cattivo tempo con una buona dose di arroganza. Mi ricordo le lotte che mio cugino Aldo e io, lui pure cameriere e lugagnanese doc, assieme alla gente di Peschici abbiamo fatto per il suo sviluppo. Sono stati anni meravigliosi a fianco di tanti peschiciani per rivendicare il giusto, senza paura delle minacce che tutti subivamo (e in meridione si sa cosa voglia dire), ma c'era la fiducia di costruire qualcosa di nuovo.
Ho conosciuto giovani meridionali che hanno pagato sulla loro pelle le conseguenze di quelle giuste lotte, e questi peschiciani ci hanno insegnato tante cose che da noi sono normali, ma che là purtroppo bisogna lottare per averle. Sono passati tanti anni, sono ancora in contatto con alcuni di loro e so che sono ancora in prima fila a lottare con tanti altri giovani per un reale cambiamento. Quando noi finita la stagione estiva ripartivamo da Peschici per ritornare qui a casa ci salutavamo con un famoso slogan di allora "Nord sud uniti nella lotta"... ecco non lasciamo sole queste persone oneste e giuste che lottano per una società migliore. Grazie signor Ezio, perché ho rivissuto il mio passato giovanile leggendo la sua lettera, per cui quando passerà per Lugagnano ricorderemo Peschici, le sue meraviglie, la sua gente, e la sua favolosa cucina, orecchiette in primis davanti a un buon Gutturnio della Valchiavenna.
Roberto Franchi
Lugagnano Valdarda
poca disponibilità
enìa si scusa per
il suo operatore
Gentile direttore,
abbiamo letto con attenzione la lettera, pubblicata su "Libertà" lo scorso 26 luglio, a firma del signor Pino Soressi, il quale riferiva di una sua telefonata al servizio clienti di Enìa. A fronte delle sue considerazioni, ci scusiamo per la scarsa disponibilità dimostrata dall'operatore che ha risposto alla telefonata. Siamo lieti è che il problema della mancata vuotatura dei contenitori della carta si sia comunque risolto tempestivamente con l'intervento dell'operatore addetto allo svuotamento. Cogliamo inoltre l'occasione per segnalare a tutti i cittadini che dal prossimo mese di settembre sarà attivo un nuovo numero verde ambientale gratuito a cui sarà possibile far riferimento per avere informazioni e segnalare problemi relativi al servizio di igiene urbana (raccolta rifiuti, spezzamento, disinfestazioni).
Relazioni Esterne Enìa S.p.A.
Sede di Piacenza
giornale e tv
Informazione vuota
di una realtà virtuale
Caro direttore,
leggo i giornali, i quotidiani. Ascolto e guardo il Tg serale, svogliatamente. Al solito balletto politico propagandistico, si alternano le notizie di cronaca, da quella nera alla più frivola. E così ancora si discute il caso Franzoni, me lo trovo in prima pagina dopo sei, sette o forse più anni dall'accaduto. Ma davvero fa ancora notizia? E davvero gli italiani sono malati di calcio come risulterebbe dai media? Può essere di qualche interesse sapere che vestito indossava Carla Bruni? Ed i ragazzini che filmano con il videotelefonino le proprie malefatte, non sono forse una minima parte? Quelli bravi e corretti non fanno scalpore, ecco tutto. E allora, mi chiedo, non è forse una sola, unica, enorme montatura? Un effetto speciale? Nemmeno troppo studiato, a mio avviso. Ma queste persone, giornalisti, esperti, opinionisti, direttori di rete, tutti gli addetti ai lavori, hanno coscienza dell'effetto prodotto dal loro operato oppure no? Ricordo, in età adolescenziale, quando dentro uno stadio si gridava (immagino succeda ancora), forse stupidamente, volgarmente e con una buona dose di ignoranza, il coro: "I veri teppisti sono i giornalisti!" Naturalmente, come ogni slogan, contiene una certa retorica ed il gesto può risultare insulso e discutibile. Ma nella realtà dei fatti, non vi è anche un fondo di verità?
Non è altrettanto volgare e pericoloso (forse molto più che urlare) riportare e "costruire" notizie ad effetto ma prive di sostanza? Posso facilmente perdonare qualche ragazzino vociante, ma mi riesce molto più difficile farlo nei confronti di adulti smaliziati ed istruiti.
Andrea Fornasari
Piacenza
politica
il fascino particolare
del berlusconismo
Egregio direttore,
è ritornato il berlusconismo. E coloro che hanno votato Berlusconi (ma anche naturalmente tutti gli altri) sono stati serviti. Secondo la mia "localissima" opinione, il fondatore del nuovo corso deve esercitare su buona parte dell'altra metà del cielo (ma mica tanto, essendo in netta maggioranza) un fascino particolare, un certo non so che, un indefinibile appeal in virtù dei quali uno parte con l'idea di votare Veltroni ma poi si lascia tentare e, zacchete, mette la croce sul "berlusca". Una roba socialpsicofenomenologica. Di estremo interesse, anche se non inedita: ci sono dei precedenti storici... Concludendo ricordo, seppur vagamente, una frase di Bersani detta a caldo dopo la vittoria dei popolo-libertari: ci siamo stancati di porre rimedio agli errori altrui, alle stranezze di questi personaggi. Come dire: noi seminiamo ma loro raccolgono. La prossima volta... recinteremo il campo.
Ugo Gazzola
San Nicolò
assegno sociale
ma non si sono accorti che danneggiavano gli italiani?
Gentile direttore,
il Partito Pensionati esprime soddisfazione per la sostanziale retromarcia della maggioranza sulle nuove norme per la concessione dell'assegno sociale inserite nel decreto legge sulla manovra economica. Quello che lascia perplessi è il fatto che la maggioranza non si è accorta che le norme restrittive introdotte andavano a colpire, anche e soprattutto, i cittadini italiani. L'assegno sociale di 395 euro rappresenta per centinaia di migliaia di nostri connazionali l'unica speranza di sopravvivenza economica al raggiungimento dei 65 anni dal momento che per tanti italiani soprattutto, per quelli anziani, lavorare per dieci anni di seguito e guadagnare in media una somma pari ai 395 euro mensili è stato praticamente impossibile. Il Partito Pensionati si augura che effettivamente questa madornale svista sia sanata in Senato proprio per evitare che si danneggino in maniera grave e drammatica nostri connazionali, più poveri dei poveri, che hanno bisogno della solidarietà sociale.
Sergio Pecorara
Coordinatore provinciale
Partito Pensionati

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