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La Russa: il "signore delle tasse" candida i violenti e distrugge la famiglia

Data: 02/04/2006

«Quattrocchi negli ultimi istanti della propria vita - e la sinistra non lo capirà mai - capì da persona normale che il filmato della sua morte non sarebbe stato per lui, ma per terrorizzare un intero popolo. Per quello disse vi faccio vedere come muore un italiano. E rovinò la festa ai terroristi. La sinistra, invece, il terrorismo lo combatte con i girotondi e le bandiere della pace».
Gli oltre duecento presenti ascoltano con attenzione e l'applauso scoppia spontaneo. Grande trascinatore, istrione del palco, Ignazio La Russa si è presentato ieri a Piacenza, per la campagna elettorale. Al suo fianco il candidato di punta, Tommaso Foti, con gli altri piacentini in lista, tra cui sul palco il presidente di An Sergio Bursi. Avrebbe dovuto incontrare la stampa e i sostenitori, ma in pochi minuti è stato allestito un palco dal quale ha parlato un La Russa «d'attacco». Critiche a Prodi («il signore delle tasse), alla sinistra, ai no global, alla futura famiglia promessa dall'Unione, al centrosinistra che ha già detto di voler cancellare alcune leggi.
Il piatto forte è stato "l'Italia che ci aspetta se vince la sinistra". «Meglio non saperlo», ha detto suscitando l'ilarità generale. Ma poi ha spinto sull'acceleratore e ha cominciato dalle tasse, tema caldissimo.
TASSE. «Non mi sento un delinquente - ha affermato riferendosi alla definizione di Prodi del centrodestra - un politico, forse. Prodi si faccia un esame di coscienza. Per entrare in Europa è stato l'unico a mettere una tassa che ha promesso di restituire e non lo ha mai fatto. Nei suoi cinque anni ha usato ogni strumento per mettere le mani nelle tasche dei cittadini». E ancora: «Parlando di tasse, a Prodi è incespicata la lingua. Noi abbiamo messo insieme le frasi dei leader dell'Unione e abbiamo visto che l'orientamento è quello di tassare tutto, anche se Prodi parla solo di grandi fortune. Ma Prodi non cita le grandi banche, la Fiat, i grandi industriali. E' chiaro, basti pensare al Corriere della sera che si è schierato con lui, che questi si aspettano qualcosa in cambio dell'appoggio e non verranno tassati. Ma la piccola e media impresa sì. La Fiat ha ricominciato a fare buone auto quando ha capito che non poteva più privatizzare gli utili e socializzare i debiti».
SICUREZZA. «Chi difende, in casa propria, l'abitazione e la famiglia da un assalto può usare le armi e non deve essere messo inchiesta da un giudice». La Russa parla della legge sulla legittima difesa, approvata poco tempo fa dal Governo. E sulla Cirielli - che non concede i benefici ai recidivi: «Se uno commette un reato è giusto che si tenti di recuperarlo. E così anche per la seconda volta, ma se in poco tempo di arriva a 3, 4, 5 volte allora non dico di metterlo in carcere e buttare via la chiave, ma quasi». Rivolto a poliziotti e carabinieri presenti, La Russa invita il pubblico ad applaudirli». Poi, con ironia facendo sorridere il pubblico ha spiegato un decreto legge, mai passato, del centrosinistra sull'uso delle arma da parte delle forze dell'ordine: «Il primo articolo diceva che l'agente doveva essere minacciato direttamente, il secondo che doveva sparare in aria e il terzo che doveva avvertire l'autorità di aver usato l'arma». La Russa ha messo in scena quanto detto facendo ridere il pubblico a cui ha strappato un lungo applauso: mima la scena di una rapina in banca, avverte il rapinatore di puntargli la pistola, finge di sparare in aria, poi dice al malvivente "un attimo che vado ad avvertire l'autorità giudiziaria che le ho sparato".
IMMIGRAZIONE. «Questo Governo ha regolarizzato tanti immigrati. Con chi, però, non lavora e non rispetta cultura, leggi e tradizioni di questo Stato, bisogna essere severissimi». La Russa ha ricordato di quando An aveva proposto il voto agli immigrati, poi abbandonato: «Per colpa mia. Avevo proposto un emendamento per cui fino a che non sarà possibile far applicare in modo severo gli atti contro chi non rispetta le leggi e le tradizioni italiane non potrà votare. E non ho avuto alcuna pressione da Fini. La sinistra si riempie la bocca, ma non ha mai chiesto di fare una legge del genere».
FAMIGLIA. Dopo aver ironizzato sui Pacs, La Russa ha detto che il centrodestra ha il massimo rispetto per le persone omosessuali. «Qui, però - ha sottolineato - la sinistra vuole fare qualcosa di diverso: distruggere la famiglia. Nessuno ha mai vietato a un omosessuale di far visita al compagno in ospedale. Nella famiglia si coltiva la tradizione, la cultura, gli insegnamenti. Le barriere contro la cultura di certe tv, giornali e di quel certo predominio culturale di sinistra. Impediremo, anche legandoci alla Camera, che loro parifichino la famiglia alle coppie omosesusali e che concedano loro il diritto di adottare un bambino». Altro rovescio di applausi.
FORZE DELL'ORDINE E MILITARI. Dopo l'episodio di Quattrocchi («vergogna la sindaco di Genova, Pericu, che non ha dato una sala ai familiari») ha ricordato le violenze di Genova al G8 e di corso Buenos Aires a Milano, dove il centrosinistra «era quasi riuscito a farci credere che la colpa era della polizia. Ma a Milano, le Forze dell'ordine hanno evitato il linciaggio dei no global da parte dei cittadini. E Prodi e Fassino, per paura dei fischi, perché alcuni violenti sono loro candidati, non sono venuto alla manifestazione per i commercianti» Poi ha ricordato Almirante e affermato che al congresso Ds ha sentito l'inno nazionale: «Noi abbiamo rivalutato certi valori e la patria».
APPELLO AL VOTO. «Bisogna convincere gli indecisi e marcarli a uomo, non come Wome (La Russa è un tifoso interista sfegatato, ndr) facendo capire loro quale Italia li aspetta se vince Prodi. Se si arriva all'82 per cento dei votanti la destra può farcela. Il distacco, per gli ultimi sondaggi, è solo di un punto, un punto e mezzo».
LEGGI. Sulla legge elettorale, La Russa preferirebbe un sistema che dia spazio alla preferenza da parte dei cittadini. E sulla Giustizia crede che la sinistra cancellerà la Cirielli e la legge sulla legittima difesa. ma non toccherà quelle sull'ordinamento giudiziario (separazione delle carriere dei giudici), «anche perché la sinistra è divisa». Infine, una battuta sulla sua amata Inter e su chi lo fa soffrire di più tra i nerazzurri e a Lega: «La Lega assolutamente no... e dell'Inter non parlo» dice sorridendo.


da La Cronaca di domenica 2 aprile 2006

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