Camera

La scelta che non piace al governoLe famiglie italiane bocciano
le 24 ore con insegnante unico

Data: 22/05/2009

Ci è giunta recentemente notizia di un'interrogazione dell'on. Tommaso Foti al ministro Gelmini, in merito alle domande di iscrizione alla scuola primaria per l'anno scolastico 2009-2010 nella provincia di Piacenza. Ragione del disappunto del nostro onorevole concittadino sarebbe stata "un'ossessiva campagna propagandistica avente come unica finalità quella di persuadere le famiglie interessate a presentare domanda di iscrizione per i figli alla prima elementare a richiedere, in fase di iscrizione, il maggiore numero possibile di ore per il cosiddetto tempo-scuola.... in modo da costringere il provveditorato e, di conseguenza, il ministero, a non decurtare, o quanto meno a farlo il meno possibile, l'organico dell'istituto".
Una particolare citazione ha meritato la dirigente dell'Istituto Comprensivo di Rivergaro, rea di aver "omesso di offrire alla cittadinanza... l'opzione delle 24-27 ore". E' di questi giorni (vedi Libertà del 20/05/'09) la risposta dell'esecutivo che, per voce del sottosegretario Pizza, pur concordando sul fatto che "le richieste delle famiglie siano state notevolmente influenzate e orientate da informazioni strumentali e condizionate da posizioni ideologiche", riconosce alla dott. ssa Draghi "di aver perseguito nell'esercizio delle funzioni dirigenziali la tutela del diritto di apprendimento degli alunni e della libertà di scelta educativa delle famiglie".
La vicenda è, a nostro parere, emblematica del clima che si respira in questo strano Paese, dove per mesi si fa appello alla libertà di scelta delle famiglie per screditarle subito dopo quando tali scelte non risultano funzionali ai piani del governo in carica.
Piaccia o non piaccia, dalle iscrizioni dello scorso febbraio emerge palesemente un dato: solo il 3% delle famiglie italiane ha scelto per i propri figli la scuola delle 24 ore e dell'insegnante unico, un modello povero e inadeguato ai bisogni formativi della complessa società contemporanea. E questo nonostante una martellante campagna mediatica, che ha spacciato per progetto pseudopedagogico i pesanti tagli alla scuola decisi dalla manovra finanziaria.
Non ci convince la tesi secondo la quale il restante 97% sarebbero genitori sprovveduti, manipolabili o ideologici. Crediamo piuttosto che siano mamme e papà indisponibili a svendere il futuro dei loro figli e sostenitori convinti della scuola della Costituzione, una scuola pubblica, di qualità, di tutti e per tutti. Cittadini che, a Rivergaro come altrove, si sono mostrati capaci di riconoscere la serietà di un'offerta formativa elaborata da docenti e dirigenti non solo nel rispetto della normativa vigente ma sulla base di una rigorosa deontologia professionale. Una professionalità spesa a sostegno di modelli organizzativi e didattici che negli ultimi decenni hanno reso grande, anche nel panorama internazionale, la scuola elementare italiana. E' forse questo ciò che intende l'onorevole Foti quando nella sua replica, dichiarandosi insoddisfatto della risposta del sottosegretario Pizza, rivolge agli operatori scolastici di Rivergaro l'accusa di "apologia del Tempo Pieno"?
Allora, come genitori e come insegnanti, gli chiediamo gentilmente di mostrare maggior fiducia nell'autonomia di giudizio dei suoi concittadini e di farsi piuttosto portavoce delle loro istanze e dei loro bisogni. Se le percentuali non ci ingannano, molti di questi sono anche suoi elettori.
Manuela Calza-docente
Milvia Urbinati-genitore
(Comitato Genitori - Lavoratori
della Scuola di Piacenza)
Il testo è stato inoltre sottoscritto da: Elena Gandolfi, Francesca Argenziano, Daniela Fanelli, Giorgia Schiavi, Mary Rapaccioli, Paola Sartori, Paola Poggi, Nicoletta Gueli, Anna Maria Pellizzari, Francesca Pagani, Caterina Granelli, Chiara Casella, Annalisa Dondarini, Paola Gozzi, Lilia Delledonne, Federica Maggi.

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TommasoFoti
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