Data: 20/09/2010
Voto, sì? Voto, no? A metà estate sembrava che il Paese precipitasse verso le elezioni anticipate, ora il governo sembra orientato a continuare la sua attività. Quello che è certo è che in Parlamento che si verificherà la tenuta dell'esecutivo. Il Presidente del Consiglio Berlusconi parlerà la prossima settimana nell'aula della Camera e lì verificherà la compattezza della sua maggioranza.
L'opposizione, dopo le fibrillazioni estive e le reiterate tensioni tra finiani e berlusconiani, ha buon gioco nel dichiarare finita la maggioranza, ma sembra lontana dal potersi proporre come concreta alternativa. Intanto, però, sprona il governo ad occuparsi del Paese.
Maurizio Migliavacca osserva: "Gli italiani sono offesi da chi ha passato un'estate intera a cmbattersi a colpi di dossier scandalistici, senza preoccuparsi di ciò che stava accadendo nel paese. Questo non è il momento degli slogan e dei giochini: per il bene del paese bisogna davvero affrontare i problemi. Il capo del governo - è l'appello del coordinatore della segretaria nazionale del Pd - venga in parlamento a dire se ha ancora una maggioranza, a presentare i suoi programmi e a discuterli".
Per il leader Pier Luigi Bersani "siamo di fronte ad una crisi politica conclamata del centrodestra che non è in condizione di garantire al Paese qualcosa che assomigli ad un governo vero. Riconoscano la crisi politica e si rimettano al Presidente della Repubblica e alle Camere. Così prevede la nostra Costituzione e finché non avremo la Costituzione di Arcore devono rispettare quella sulla quale hanno giurato. Quando ci saranno le elezioni anticipate - avverte Bersani - noi comunque saremo pronti perché quelle elezioni avranno un padre e una madre, Berlusconi e la sua crisi, Berlusconi che fallisce nonostante la sua maggioranza galattica, i suoi miracoli, i trombettieri al seguito".
Anche Paola De Micheli ritiene che il governo abbia "il fiato corto. A me le polemiche agostano non interessano. Tanto meno i teatrini di chi è più forte o più falsamente sorridente. A me interessa solo il fatto che questi da troppi mesi non si occupano dell'Italia. Mi scandalizzo profondamente di quello che si son detti e scritti tra membri della maggioranza, ma mi scandalizza molto di più - argomenta la deputata del Pd - che a partire dalla manovra di luglio quelli che han preso i voti per fare il bene del paese, non si occupano più delle loro deleghe. A nessun amministratore locale questo sarebbe permesso: il Pd deve continuare ad inchiodare il governo e la maggioranza alle sue responsabilità subito, adesso. Dai tavoli di crisi al problema dell'occupazione (soprattutto quella giovanile) fino alla necessità immediata di sostegno vero alle imprese. Ma subito. Il resto è noia, fastidio, spreco di energie e risorse".
Di tutt'altro avviso Tommaso Foti per il quale "l''attacco al governo è fallito, essendo evidente che l'opposizione di sinistra non ha la forza per farlo cadere, né in Parlamento né nel Paese. Ma questa forza non ce l'hanno neppure coloro che avevano coltivato progetti per la formazione di un terzo polo politico, posizionato al centro". Per il parlamentare Pdl "non ci saranno da parte del Popolo della Libertà forzature verso le elezioni anticipate, che il Paese non capirebbe in questo momento, a meno che i parlamentari che seguono Fini non facciano mancare al governo il sostegno necessario per approvare i provvedimenti. L'alleanza con la Lega prosegue, con buona pace di quei gufi che tutto puntavano sulla rottura dell'asse Berlusconi-Bossi". Insomma "ci si rimette al lavoro su ciò che interessa la gente: la ripresa economica, tasse, famiglie, giustizia, Sud, sicurezza", che sono "i temi di cui Berlusconi parlerà in Parlamento, prospettando soluzioni concrete. Le grandi chiacchiere estive, il protagonismo dei signor nessuno, le frustrazioni di personaggi in cerca d'autore escono di scena, mentre gli oppositori si leccano le ferite".
"La logica del m'ama-non m'ama, voto-non voto, non mi appassiona - dichiara il deputato Massimo Polledri - siamo stati eletti con un programma ben preciso, che stiamo rispettando, ma che non è oggetto dell'attenzione dei media. A un Maroni che riesce a sequestrare 13 miliardi di euro alla mafia (due volte e mezzo quanto fatto nel periodo precedente) si preferisce l'ultima boutade del Briguglio di turno. In realtà le cose si fanno. Se Fini si accontenta della poltrona di presidente della Camera - chiude - si potrà andare avanti tranquillamente".
Anna Bertoli
