Camera

La vicenda delle aree militariI parlamentari piacentini portino
al ministero una proposta comune

Data: 08/06/2010

di PAOLA DE MICHELI*
La vicenda delle aree militari, della loro dismissione e del loro riutilizzo è senza dubbio strategica per il futuro di Piacenza. Per questa ragione è auspicabile uno sforzo da parte di tutti per non farne un terreno di divisioni, ma di confronto costruttivo a vantaggio della nostra città. Già in passato la possibilità di acquisire porzioni urbane e parchi appartenuti alla Difesa è stata il frutto di articolate azioni politiche che hanno coinvolto diversi enti e amministrazioni pubbliche: in particolare l'acquisizione del Daturi avvenne durante la prima amministrazione Reggi nel 2003, mentre le procedure per ottenere la disponibilità del Parco della Galleana risalgono alle giunte Trabacchi e Pareti, a cavallo di anni '70 e '80. E' evidente che il merito di tali acquisizioni non può certo essere ascritto a una sola parte.
Occorre ricordare che la situazione di Piacenza contiene elementi peculiari in grado di distinguerla da quella di altri territori del nostro paese. Non si tratta infatti soltanto di delimitare superfici e calcolare indici relativi alle suddette aree: sulla partita nel suo complesso incide profondamente la presenza dell'area produttiva e logistica di fondamentale importanza per le forze armate italiane e l'esigenza di un suo rilancio. Il polo di mantenimento pesante nord, con le risorse umane e le strutture produttive che esso racchiude, rende particolarmente complicata la definizione di un piano organico da parte del Ministero.
I parlamentari piacentini, talvolta anche con azioni congiunte, in varie circostanze si sono occupati della vicenda aree militari, cercando di agevolare un processo di dismissione che, dentro ad un quadro di piena sostenibilita' finanziaria, garantisca il mantenimento di un'importante "polmone" verde nel cuore della citta'. Il Comune di Piacenza, ben prima della scadenza del precedente protocollo d'intesa (quello sottoscritto Forcieri, sottosegretario ai tempi del Governo Prodi), ha inviato una bozza di nuovo protocollo al Ministero della Difesa, ed in particolare al sottosegretario Guido Crosetto, che aveva manifestato una certa disponibilita' e interesse. Ma da allora (era il marzo 2010) il Ministero non ha ancora convocato il Comune di Piacenza. Anche alla luce dell'importante iniziativa di sabato scorso, l'abbraccio alla Pertite da parte di centinaia di piacentini, mi sento di riproporre l'invito all'onorevole Tommaso Foti e agli altri parlamentari piacentini a sensibilizzare tutti insieme il sottosegretario Crosetto per accelerare il più possibile i tempi per la definizione del nuovo protocollo d'intesa. L'azione comune da svolgere non può che partire dalla richiesta di convocazione del tavolo al Ministero nelle prossime settimane, per consentire al Comune di farsi interprete della richiesta di verde espressa dai cittadini in un quadro di sviluppo rispettoso della lunga tradizione produttiva e dell'occupazione del comparto militare di Piacenza.
*Deputato Pd

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