Camera

«Legge Bersani, ordini in rivolta»

Data: 29/10/2006

E' un coro di malcontento, un indice puntato sulle «false liberalizzazioni», una battaglia politica il cui bersaglio è il ministro Pier Luigi Bersani e la sua legge, là dove entra nei delicati meccanismi delle professioni liberali. Ieri in Sant'Ilario il convegno ""Libere Professioni - Una risorsa per l'Italia"" organizzato da Alleanza Nazionale e ""Oltre i partiti"" non ha solo schierato politici di centrodestra, ha anche dato fiato alla protesta di quella parte di professionisti che avversa le novità e teme un futuro ""scippo"" delle casse degli ordini. E Piacenza sarà tra le prime città italiane ad innescare una nuova forma di protesta - ha spiegato Lalla Mingardi, segretaria dell'Ordine degli Avvocati - vale a dire uno sciopero bianco tra il 6 e il 30 novembre: «Si vedrà cosa succede quando in tribunale gli avvocati si limitano a far il loro dovere». Dovere che non include - spiega - di far anche i commessi, supportare le cancellerie, provvedere alle fotocopie. La scontentezza ha più facce, non c'è in gioco solo l'abolizione della tariffa minima, c'e tanto di più, anche se non è facile seguire gli snodi tecnici. «Bersani è entrano nel mondo delle professioni come un elefante in una cristalleria» riassume Patrizia Barbieri, capogruppo di Oltre i partiti in Provincia. Sono a rischio «libertà, autonomia e indipendenza» tuona il senatore Alfredo Biondi, presidente nazionale dell'Associazione Liberi Professionisti (Lap). Si vogliono avvocati «serventi». Biondi oppone invece un proprio disegno di legge per una riforma di altro sapore e invita i cittadini ad unirsi nella difesa di interessi non di portafoglio e di parte, ma patrimonio di un ceto diffuso. E' il tema ripreso anche da Claudia Rubini, presidente regionale della Lap: «Noi siamo scomodi per Confindustria e i grossi poteri», afferma, poteri cui fa asse invece il governo. L'onorevole Tommaso Foti percorre le contraddizioni della liberalizzazione: «il taxi libero? Alla fine chi lo ha visto?». Contesta il decreto applicato d'urgenza, la competenza stessa del ministro, sospetta che sia piuttosto la vendita dei farmaci nelle coop a spingere su queste vie. Mentre il senatore Filippo Berselli, coordinatore regionale di An, dà una lettura tutta ideologica di questa «guerra» sferrata agli ordini perché «sono nemici della sinistra radicale e del sindacato». Più tecnico l'intervento dell'onorevole di An Maria Ida Germontani. Per gli ordini erano presenti tra il pubblico Michele Maffini (Agrotecnici), Pier Angelo Metti (Avvocati), Paola Rebecchi e Silvio Bossi (Farmacisti), Carlo Fortunati (Geometri), Antonella Gioia (Infermieri), Albano Bulla (Periti Agrari), Giorgio Calatroni (Veterinari).

da Libertà

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