Camera

""Liberalizzazioni fatte ad hoc""

Data: 11/07/2006

Il decreto di programmazione economica e finanziaria varato dal ministro per le attività produttive Pierluigi Bersani, è stata definito una strada ""molto stretta"" dal segretario della Cgil Guglielmo Epifani, ma non per tutti è percorribile.
Tra gli scettici c'è il leader piacentino di An Tommaso Foti, che accusa «liberalizzazioni fatte ad hoc per gli amici degli amici, per le coop rosse, e non per i consumatori; se avessero voluto liberalizzare il mercato - ha detto, ieri Foti - avrebbero toccato i monopoli di energia e telecomunicazioni». Anche l'evasione fiscale che, secondo il Dpef sarebbe limitata dai trasferimenti telematici bancari, è nel mirino dell'esponente di Alleanza nazionale. «La comunità europea e la Corte costituzionale avranno qualcosa da dire. Ogni prestazione che supera i 100 euro dovrà passare per le banche; bonifici, assegni, tutte operazioni sul conto corrente che verranno pagate a caro prezzo dai consumatori, questo decreto annulla, di fatto, il corso legale dell'euro».
E le liberalizzazioni nel campo delle polizze assicurative? «Con i plurimandatari assicurativi verranno liberalizzate le provvigioni, non le polizze. Gli agenti non offriranno agli utenti la polizza meno cara, ma quella con la provvigione più alta». Secondo Foti anche per abbassare i tariffari dei tassisti si è intrapresa la strada scorretta. «I Comuni se vogliono possono da soli concedere più licenze, lo hanno fatto le città di Roma, Milano e anche Parma. Il vero problema della categoria è la mobilità, i taxi dovrebbero avere corsie preferenziali, così il tassametro salirebbe meno».
Il decreto elimina le tariffe minime e massime per le prestazioni professionali. «Saranno eliminati gli studi di settore per le tariffe in modo da colpire i liberi professionisti e gli utenti, ai quali verrà a mancare un vero termine di riferimento».
Capitolo a parte merita la questione della liberalizzazione dei farmaci da banco un tema sul quale Foti ""scartabella"" numerose pagine del Sole 24 ore. «Se fosse una manovra trasparente e seria - ha attaccato - avrebbe tolto ai Comuni la possibilità di ""fare i farmacisti"", questo è uno specchietto per le allodole. Dimentica il principio per cui il farmaco non è un bene di consumo. Però - aggiunge Foti - si creerà una figura nuova, il farmacista minorato; quello che lavorerà al supermercato, somministrerà farmaci da banco e sarà soggetto al contratto di Federalimentare, dunque sottopagato».
«Il decreto vede aumentare i contributi unificati - ha concluso - per l'accesso agli atti si passa da 0 a 250 euro, come per i ricorsi e le istanze cautelari, mentre per i ricorsi di ottemperanza si passa da 100 a 250 euro».


da Libertà

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TommasoFoti
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