Data: 05/04/2011
Il deputato Pdl Tommaso Foti, osserva: «In Siria, nello Yemen, in parte degli Emirati e altrove assistiamo a proteste popolari represse nel sangue: la missione in Libia sottopone i devoti dell'universalismo dei diritti umani a un esame di coerenza severo e imbarazzante. Ciò detto, occorre evidenziare che, con buona pace di chi sulla crisi libica voleva l'Italia affiancata alla Francia in un'operazione militare spericolata e avventurista, il Governo Berlusconi ha ottenuto in sede europea ciò che voleva. Il comando delle operazioni è stato assegnato alla Nato, la centrale operativa è passata da Stoccarda a Napoli, sono entrati a pieno titolo nella coalizione la Turchia, il Qatar e gli Emirati Arabi. Il coinvolgimento di paesi arabi e islamici - conclude Foti - è stato fondamentale non solo per rafforzare la coalizione ma anche per eliminare qualsiasi sospetto di "crociata" e favorire gli sviluppi diplomatici futuri: non certo per salvare il regime di Gheddafi, ma perché quando le operazioni militari termineranno sarà la diplomazia a dover entrare in campo».
da Libertà
