Camera

«Libro nato tra la gente, con la chitarra»

Data: 27/03/2010

L'arguzia e l'ironia di Vito Neri, la competenza storica di Fausto Fiorentini, ma soprattutto i tanti presenti che hanno gremito il Salone dei Depositanti della Banca di Piacenza a Palazzo Galli, hanno accolto con affetto e stima l'ultimo libro di Sandro Ballerini, "Piacenza. Racconti a Tocc e bùccon", un libro che è un viaggio nel cuore della piacentinità dalle sue origini ai giorni nostri. «Una sorta di Bignami - ha detto Vito Neri - o se preferite "il Ballerini", un bigino tra passato e presente»; come quando si andava a scuola e si studiavano nomi e date per portare a casa almeno la sufficienza. E in questo caso nel compendio, o meglio, nell'universo balleriniano, composto da citazioni e rimandi storici, è racchiuso un mondo che mette d'accordo la storia e la cultura popolaresca tipica di questo cantastorie del nostro ieri. Come dire, citando Fausto Fiorentini che Ballerini «valorizza, con questo lavoro, le tradizioni e la cultura piacentina».
E allora la serata è stata un piacevole intreccio di corsi e ricorsi storici, perché sia Fiorentini che Neri hanno ricordato l'immenso posto che occupa la lingua dialettale nella conoscenza delle nostre radici. E il rimando a monsignor Guido Tammi e ad Ernesto Cremona è stato (quasi) obbligato, perché quel purismo linguistico d'altri tempi racchiude, in realtà, un vocabolario dialettale che deve essere tutelato e ricordato. Ballerini, visibilmente emozionato ma anche soddisfatto per l'accoglienza che gli è stata riservata, ha dedicato questo suo lavoro alla moglie Anna e ha ringraziato quanti hanno contribuito a che, i tanti "ritagli" di storia piacentina, potessero essere racchiuse nelle 230 pagine del volume: «Questo lavoro è nato dal contatto continuo con i tanti anziani che frequentano le osterie - ha spiegato - dai libri scovati alla "Passerini Landi", ma anche dal bisogno di raccontare questa città, col suo dialetto, con le sue storie. Tra la gente con la mia chitarra ho costruito questo libro che è stato realizzato grazie alla Banca di Piacenza, all'amico Giorgio Pipitone, ma anche ai tanti cantori dialettali del nostro territorio: da Gianni Levoni a Wilma Solenghi, da Bruno Morsia a Pino Boeri».
Proverbi, personaggi storici e no, la Valtrebbia, i cantoni del centro storico, l'influenza dei francesi sulla nostra lingua, le origini galliche e longobarde del nostro dialetto: un mix di storia e di tradizioni popolari. E poi il lungo applauso dei presenti tra i quali il presidente della Provincia Massimo Trespidi e il parlamentare Tommaso Foti.
Ma. Mol.

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