Data: 15/11/2009
La "fabbrica del falso" non salva nessuno. A farne le spese sono anzitutto le aziende italiane, non solo le grandi e conosciutissime, non solo Armani o le Tod's, ma anche le piccole aziende oggi già in forte sofferenza per la crisi economica. Per discutere di questi argomenti, da tempo nell'agenda di Confindustria, arriva domani mattina (ore 11.15, sala convegni di via IV Novembre 132) il ministro per le Politiche Comunitarie, Andrea Ronchi, ospite dell'associazione datoriale piacentina. Al suo fianco, il presidente Sergio Giglio e Giandomenico Auricchio, presidente nazionale di Federalimentare. "Le tutele per il made in Italy" è il titolo del convegno. «Grazie all'interessamento dell'onorevoel Tommaso Foti, ospiteremo il rappresentante del Governo impegnato su un fronte molto importante per l'attività delle nostre imprese», aveva annunciato il presidente Sergio Giglio.
«Ho accettato molto volentieri di essere a Piacenza - ha anticipato nei giorni scorsi Auricchio - per amicizia e stima verso il presidente Giglio, peraltro sono stato associato alla Confindustria piacentina quando avevo caseificio a Cadeo. L'incontro con Ronchi, ministro per le Politiche Comunitarie, è particolarmente interessante perché, almeno nel settore alimentare, l'80 per cento delle leggi viene dall'ambito europeo e in un momento difficile e delicato il dicastero di Ronchi è strategico».
In quanto al settore alimentare, è il secondo in Italia per peso specifico dopo la meccanica, con 120 miliardi euro fatturato - spiega Auricchio - e oltre 400mila dipendenti. L'alimentare è diffuso su tutto il territorio con 60mila imprese, di cui 7mila hanno più di 9 addetti. Un patrimonio straordinario e da tutelare.
