Data: 05/07/2011
Per Foti e Polledri la manovra finanziaria appena varata dal Governo «è necessaria, poiché è fondamentale salvaguardare i conti per non fare la fine della Grecia». I Comuni «virtuosi devono stare tranquilli - hanno aggiunto - poiché chi ha i conti in ordine non subirà alcuna mannaia». E sui
tagli ai costi della politica, da taluni osservatori giudicati irrisori rispetto
a quanto promesso alla vigilia, dicono: «Già dall'inizio di questa legislatura i nostri emolumenti hanno subìto un taglio del 20%.
Noi due siamo in aspettativa, con le nostre attività avremmo guadagnato
uno stipendio più alto». I due deputati del centrodestra (di Pdl e Lega Nord) hanno voluto ieri mattina entrare nel merito della manovra finanziaria, oggetto in questi giorni di dibattito e bersaglio delle critiche dell'opposizione.
«In questo periodo storico è fondamentale tenere i conti in ordine
- ha spiegato Polledri - fino al 2014 è importante rassicurare mercati e
investitori. Non c'era altra cura, e non si poteva indebitarsi ulteriormente
come voleva il centrosinistra. Con i provvedimenti presi si è voluta dare attenzione ai comuni virtuosi e in particolare ai giovani, con sgravi fiscali per i nuovi progetti imprenditoriali. Il dovere di un Governo responsabile è quello di salvaguardare i conti anche se questo può comportare piccoli sacrifici ».
Un Governo responsabile, dunque, che deve «riparare a quel deficit
accumulato per colpa di quei "maiali" che spendevano e spandevano
negli anni Ottanta e Novanta» ha tuonato il leghista.Per il collega Foti «questa Finanziaria è un atto di responsabilità e un segno di speranza verso il Paese ». «Si parla tanto di tagli agli enti locali - ha aggiunto - sarebbe però importante che qualcuno affrontasse il tema delle 6.500 società pubbliche gestire da Regioni, Province e Comuni, delle quali solo il
20% eroga servizi pubblici essenziali e i loro deficit vengono ripianati
dagli azionisti pubblici». Foti ha evidenziato che «solo il centrodestra
poteva varare una manovra così responsabile, non certo una
coalizione che può sostenere le proteste antiTav. Dopo aver visto
quelle immagini, penso che l'Italia non possa avere un futuro con
questo centrosinistra». I due deputati hanno poi lodato le azioni messe in campo dal governo per i giovani (la tassazione al 5% per i primi 5 anni agli under 35 che intendono aprire un'impresa) e anche il riordino del sistema
di imposizione fiscale. Solleticati sui costi della politica Foti e Polledri hanno voluto precisare: «Il nostro stipendio ha già subìto una decurtazione del 20% a inizio legislatura. Siamo in aspettiva e avremmo guadagnato di più
con i nostri stipendi. Invece di accanirsi contro i politici bisognerebbe
guardare a quanto guadagnano certi funzionari pubblici». Entrambi
hanno voluto ribadire che, come da statuto dei rispettivi partiti, «lasciamo
parte dell'indennità al partito ». Con Foti che in riferimento alla notizia che alcuni suoi colleghi del Pdl non hanno mai versato le quote, ha aggiunto: «Se devo dire la verità sono forse in credito con il Pdl, visto che ho anticipato i soldi di tante campagne elettorali senza vederne ritorno». Polledri ha invece ricordato che «forse se il centrosinistra non si fosse opposto alla devolution (nel 2006), oggi avremmo avuto il 36% di parlamentari in meno. Parlano di costi della politica e poi...». Sono infine tornati su un argomento nuovamente di moda, il taglio delle Province: «No a un taglio isolato - hanno detto - se vi fosse un riassetto istituzionale
generale dello Stato allora se ne potrebbe parlare, ma così è solo
propaganda».
...
da La Cronaca
