Data: 14/08/2011
Il collega del Pdl Tommaso Foti vuole precisare prima di tutto un aspetto di cui molto si è parlato: «Il contributo di solidarietà chiesto a chi guadagna più di 90mila euro interessa circa 500mila persone, quindi non è assolutamente macelleria sociale. Ritengo che il suo carattere debba essere temporaneo e legato all'emergenza, tra l'altro ancorato all'andamento del Pil: se l'Italia tornerà a crescere come speriamo, l'equilibrio di bilancio potrà essere mantenuto allentando queste misure».
L'azzurro rivendica la coerenza di altre linee guida della manovra: «Fino a ieri la sinistra, in particolare il segretario Pd Bersani, ci chiedeva interventi urgenti e mirati contro chi ha di più, dovrebbero essere contenti visto che abbattiamo la spesa pubblica che storicamente è la voce che più costa allo Stato. E nessuno può dire che con questo provvedimento la politica è stata indulgente verso se stessa, quindi credo che saranno soddisfatte anche quelle associazioni di categoria, Confindustria in testa, che ci chiedevano tagli alla macchina statale».
Foti si sofferma quindi sui motivi di questa manovra: «La crisi internazionale è pesante e sotto gli occhi di tutti, la Francia sta per fare come noi, mentre la Germania ha alzato il livello di attenzione come mai prima. In più, questo governo ha dovuto rimediare ai disastri che altri hanno fatto negli ultimi 30 anni: la manovra è dura, inutile negarlo, ma risolutiva: se fosse stata fatta vent'anni fa avrebbe evitato che miliardi e miliardi finissero nel pagamento di un debito pubblico sempre più fuori controllo. E se la sinistra ha proposte tanto migliori, le tiri fuori in Parlamento e ne discuteremo». Foti conclude rivelando un rammarico: «Dovevamo toccare il tema dei vitalizi ai parlamentari con due legislature: in 50 anni l'ex partito di Bersani con gran sagacia ha mandato in Parlamento i suoi funzionari per due mandati, in modo da farli poi pagare dalla collettività».
