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Maserati: «Il ponte-bis sul Trebbia ritarda?
E noi allora smetteremo di versare fondi»

Data: 23/09/2009

ROTTOFRENO - (r. del.) La possibilità che il progetto del nuovo ponte sul Trebbia debba essere rivisto preoccupa il sindaco di Rottofreno, Giulio Maserati. «Vogliamo che i cittadini siano liberati al più presto dalla morsa del traffico a San Nicolò: per questo, stiamo pagando una cifra gravosa per la realizzazione del secondo ponte», asserisce Maserati. Si parla di 500.000 euro, soldi che l'amministrazione Maserati potrebbe smettere di pagare nel caso in cui la realizzazione del nuovo ponte slitti troppo avanti. «E' un'eventualità che potremmo prendere in considerazione - afferma il primo cittadino -. Un'altra possibilità auspicabile riguarda gli altri Comuni della Valtidone. Oltre a noi, ha sborsato una cifra consistente Gragnano, ma i fondi da parte delle altre amministrazioni latitano. Il ponte sul Trebbia, però, è un'opera che porterà benefici a tutta la Valtidone, non solo a Rottofreno e Gragnano. Noi facciamo un grande sforzo, è giusto che lo facciano anche gli altri». I ritardi per la realizzazione del ponte - i cui lavori avrebbero potuto iniziare da un paio di settimane, una volta finita la bonifica della zona interessata - potrebbero derivare dalla palancole (attrezzature in ferro usate per dare forma al pilone ed alla fine essere estratte dal sottosuolo). La ditta che si è aggiudicata i lavori teme che il sottosuolo in cui dovrebbero essere inserite queste palancole possa essere troppo duro. Eventuali substrati massici, non frantumati in ghiaia, non consentirebbero l'inserimento corretto e la relativa estrazione delle attrezzature. Il che costringerebbe a rivedere il progetto del ponte, basato appunto su questo metodo di costruire i piloni. «Mi domando come mai non sia stata rilevata la consistenza del terreno prima di presentare il progetto - tuona Maserati -. E anche i geologi della Provincia (che quando ha approvato il progetto era guidata da Gianluigi Boiardi) perché non hanno eseguito le indagini adeguate al caso? ». Oltre ai dubbi sulla nuova infrastruttura, nell'ultimo consiglio provinciale sono emersi dubbi anche su quella vecchia. L'onorevole Tommaso Foti, infatti, ha espresso perplessità sulla stabilità dell'attuale ponte sul Trebbia di San Nicolò, ritenuto malandato e afflitto da infiltrazioni d'acqua. «In aprile, due giorni dopo il, crollo del ponte sul Po - dice Maserati - chiesi alla Provincia un controllo della situazione. Anche se, tra il, 2007 ed il 2008, sono state effettuati diversi collaudi. Qualche infiltrazione c'era, ma la stabilità del ponte era provata. Per fugare dubbi dalla prossima settimana io e l'assessore provinciale Sergio Bursi lavoreremo insieme per un anuova verifica».

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