Data: 21/11/2010
Chiama a raccolta l'opposizione in vista della battaglia di domani in consiglio comunale dove torna la pratica di palazzo uffici. E tuttavia Carlo Mazza ha ben presenti le difficoltà che albergano nella minoranza, specie in questa fase dominata dalle tensioni nel centrodestra che dal livello nazionale si riverberano sul piano locale. Perciò non si nasconde come sia arduo riuscire a vedere domani in aula l'opposizione compatta e agguerrita contro un progetto - la sede unica degli uffici comunali - che considera sempre più «scellerata» e su cui si dice convinto che covi «malcontento» nella stessa maggioranza.
«Dovremmo approfittarne», osserva l'esponente del gruppo misto (ex Forza Italia, ex Piacenza Libera), il problema è che «tra di noi non c'è nessun coordinamento, non c'è il minimo affiatamento con l'aggravante che l'Udc sembra più di là che di qua». La riprova nella seduta dell'altro ieri sui criteri per le tariffe con la minoranza in ordine sparso tra la scelta se restare o meno in aula per far mancare il numero legale a un centrosinistra con qualche assenza di troppo.
E' il Pdl che ha dato la netta impressione di dividersi tra falchi e colombe. Pure Mazza l'ha avuta. E nel mirino finisce il capogruppo Marco Tassi: «Probabilmente non è la figura più adatta a tenere insieme i suoi in questa fase resa complicata dalle spinte centrifughe che i casi Ballerini e Salice denotano. Un po' è per colpa del suo carattere, un po' perché non ha tempo per stare dietro ai vari ruoli. Come capogruppo il più adatto sarebbe stato Salice, invece hanno scelto Tassi come contropartita del fatto che nella giunta provinciale c'è andato Paparo a fare l'assessore. Poi però certe situazioni degenerano e le conseguenze si pagano».
Ecco così che Salice e Ballerini sono in uscita dal Pdl: il primo «si è sentito abbandonato» e viene dato in rotta di avvicinamento al Fli di Gianfranco Fini; il secondo «mi pare assodato che approdi al gruppo misto». Non è tuttavia solo a Tassi che vanno addebitati i problemi di tenuta tra i banchi del Pdl: «Registro uno scontento verso il coordinamento provinciale, le scelte gestionali e certe nomine», osserva Mazza che chiama così in causa le cariche di vertice del partito guidato da Tommaso Foti.
Un quadro in movimento, quello del centrodestra, in cui il capogruppo del misto sta a guardare. Per ora. Lui non lo dice, ma con gli esponenti locali di Futuro e Libertà qualche contatto risulta esserci stato. «La nascita del nuovo partito la vedo positivamente», considera genericamente Mazza, «è il sintomo di un malcontento rispetto a una logica dirigistica di cui a mia volta sono stato vittima quando venni espulso da Forza Italia. Mi si impediva di pensare autonomamente e in Fini in questo senso mi rivedo, poi però lui in An aveva lo stesso stile di governo, ecco perché per adesso mi restando dei dubbi sulla sua buona fede. Aspettiamo gli eventi per vedere se mi convinceranno che la buona fede c'è e potrò così superare le attuali perplessità».
Nel qual caso già c'è chi immagina un gruppo Fli in consiglio comunale con Mazza e Salice.
Gustavo Roccella
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