Camera

Mezzi e personale usati per fare attività politicaIl Comune di Piacenza
non è cosa loro

Data: 10/05/2010

di TOMMASO FOTI *
Ho avuto modo di leggere il recente intervento di Patrizia Calza, intriso di rammarico e frustrazione per la mancata elezione in Consiglio Regionale e la successiva omessa nomina ad Assessore Regionale.
Evidentemente l'esponente del Partito Democratico disponeva di sponsor e spin doctor meno influenti di quelli dei suoi competitori elettorali e anche extra (atteso che di nessuna delle assessore piacentine nominate da Errani è dato di conoscere il consenso vantato tra gli elettori).
Non è bello, ma la politica è anche questo: più colpi bassi che regole, più soprusi che apprezzamento dei meriti. Al di là di queste personali valutazioni e delle schermaglie interne al Pd, sulle quali non ho titolo per intervenire, spiace dovere constatare l'impiego di mezzi e personale del Comune di Piacenza - in orario d'ufficio - per fare attività politica per candidati della sinistra.
Non mi è sfuggita, infatti, una recente segnalazione dalla quale si evince che il documento programmatico recentemente diffuso da Patrizia Calza abbia avuto come illustri censori, una dipendente del comune di Piacenza ed un ex assessore (in quota alla Margherita) della Giunta Boiardi.
Ho provveduto effettuare i controlli dovuti rispetto alla detta segnalazione: verificando le caratteristiche del documento word, facilmente scaricabile da un sito internet di informazione locale, risulta che il documento politico in questione ha come proprietario - vale a dire come proprietario del computer che l'ha prodotto - il Comune di Piacenza e quale autore una dipendente dello stesso.
Più dettagliatamente il documento word risulta essere stato creato da una dipendente del Comune di Piacenza il 29 aprile 2010 alle ore 17.16 (un giovedì pomeriggio quando il Comune è aperto) e reca come data dell'ultimo salvataggio, venerdì 30 aprile alle ore 11.29, sempre in orario d'ufficio.
Trovo che l'utilizzo di un computer di proprietà del Comune di Piacenza, da parte di sua una dipendente, per di più in orario d'ufficio, a servizio di un'attività (politica) estranea a quella istituzionale dell'Ente - e non ho ragione di dubitarne, dai dati citati - sia di gravità assoluta e richiede un immediato intervento quanto meno dell'Amministrazione Comunale o di quella parte politica (l'Italia dei Valori) sempre solerte ad accusare i propri avversari politici, ma supinamente silente quando i misfatti riguardano i propri alleati.
In attesa che prima o poi - a Berlino piuttosto che a Piacenza - un giudice si attivi per perseguire quel peculato d'uso che l'articolo 314, comma 2, del codice penale, qualifica come reato. Un intervento che servirebbe a ribadire che il Comune di Piacenza non è cosa loro.
* Deputato Il Popolo della Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl