Data: 23/09/2009
piacenza - Acquedotto di Valnure. L'argomento è stato posto all'attenzione dell'ultimo consiglio provinciale dal consigliere dell'Udc Bruno Ferrari. Nel documento il consigliere chiede un impegno al presidente e alla giunta affinché siano tutelate le sorgenti che alimentano l'acquedotto di Valnure per un futuro sviluppo del territorio di Ferriere. «Dal 1964 le sorgenti della zona di San Gregorio, Cassimoreno e Rocca sono oggetto di captazioni di acqua che va ad alimentare l'acquedotto di Valnure da Farini a Vigolzone.
Lo studio di impatto ambientale - ha puntualizzato Ferrari - risale a 45 anni fa e in tale enorme lasso di tempo nessuno si è mai più preoccupato dell'impoverimento di una delle zone più belle dell'alta Valnure. Per 45 anni tutti hanno usufruito di una risorsa che è andata a impoverire Ferriere e non è mai stato posto il problema di un danno ambientale che sicuramente, in mezzo secolo, è insorto». Ferrari ha poi ricordato che a Ferriere è nato un comitato di cittadini che si sta autotassando per sostenere la battaglia con Enìa e Ato affinché rimborsino i cittadini che si sono visti recapitare bollette dell'acqua con un importo pari al doppio di quello degli altri comuni. Basti un esempio - ha segnalato Ferrari - se a Cerignale il costo per un'abitazione è di 37 euro un cittadino di Ferriere si trova a dover pagare 70 euro, esattamente il doppio. E' su queste basi che chiederemo il risarcimento. Nel dibattito Tommaso Foti (Pdl), dopo aver rimarcato l'esistenza di argomenti per un equo rimborso, ha poi precisato che sul contenzioso con Enìa e Ato la Provincia non ha competenze e Massimiliano Dosi (Lega Nord) che si è detto a favore della mozione e, anche senza una precisa competenza della Provincia, ha detto che è necessario capire come mai sia accaduto tutto questo. Tanto più - ha proseguito - che in alcuni casi non vengono garantiti i servizi di cui si chiede il pagamento». La mozione è poi passata con 13 sì e 6 astensioni.
